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VIAGGIO E TURISMO

VIAGGI
E TURISMO

letto da Info Data – Il Sole 24 ORE per Repower

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EXECUTIVE SUMMARY

CLUSTER DI SETTORE

Hotel, villaggi turistici, campeggi, ostelli, stabilimenti balneari

SETTORI E ATTIVITÀ CORRELATE

  • Commercio all’ingrosso
  • Servizi di marketing
  • Servizi finanziari
  • Servizi immobiliari
  • Utility
  • Il settore alberghiero è stabile dal 2013, mentre l’arena competitiva si è allargata con il forte aumento della concorrenza di affitti turistici e B&B. 
  • Gli hotel, complessivamente considerati, si sono spostati verso soluzioni di maggiore qualità
  • Sono tedeschi i visitatori stranieri più numerosi nel 2019, mentre quelli dagli Stati Uniti sono cresciuti maggiormente rispetto all’anno precedente. 
  • Le stime prevedono una riduzione della spesa per i viaggi di oltre 13 miliardi di euro nel 2020 e una perdita per il settore che può arrivare fino al 73%.
  • Gli stabilimenti balneari sono stati molto colpiti dalle misure sanitarie restrittive e rischiano di subire un grave impatto sui ricavi, con conseguenze prolungate anche nel medio periodo.
  • Campeggi, vacanze in barca e turismo di prossimità sembrano essere i trend più promettenti nell’immediato futuro.
  • Il ritorno a valori di mercato pre Covid-19 potrebbe giungere soltanto nel 2023. Nel frattempo, la perdita cumulata per il settore turistico è stimata essere di 82 miliardi di euro.
  • Controllo e pianificazione dei costi, spinta verso la qualità, innovazione e sostenibilità ambientale potrebbero essere i driver del necessario cambiamento in questa fase.
  • Le aggregazioni tra operatori potrebbero permettere di valorizzare meglio sia l’identità territoriale che quella di brand, migliorando l’efficienza e la qualità della proposta commerciale.
  • Flessibilità e ricerca di vantaggi competitivi nell’offerta (ad esempio legati al trend crescente della mobilità elettrica) potrebbero aiutare a intercettare quote della domanda, soprattutto quella di prossimità che appare essere la più promettente. 

ANALISI DI PRINCIPALI KPI ECONOMICI
E FINANZIARI DELLE AZIENDE DEL SETTORE

Dalla competitività alla presenza geografica, dal peso del settore ai fondamentali economici e finanziari delle aziende: i numeri chiave per capire il settore ma anche per confrontarsi con i propri partner o competitor.

L’IDENTIKIT
DEL TURISMO

L’accoglienza italiana eccelle nel mondo.
Merito di mare, montagne e città: offerta al top.

Un settore in lenta ma costante trasformazione, con una forte frammentazione dell’offerta ma anche con eccellenze capaci di soddisfare la crescente domanda internazionale: così apparivano gli alberghi italiani alla vigilia dell’arrivo del coronavirus nel nostro paese. Quello dell’alloggio turistico complessivamente considerato è uno dei comparti che ha avuto la maggior crescita del numero di imprese attive dal 2013 al 2019, con quasi +30%. L’allargamento progressivo della arena competitiva ha visto tuttavia, a fronte di un numero pressoché stabile di strutture alberghiere (attorno alle 32mila unità), una vera e propria esplosione del settore extra-alberghiero, con un +48% tra il 2013 e il 2018, sfruttando le possibilità offerte dal successo mondiale le piattaforme digitali di intermediazione, quale ad esempio AirBnB. Secondo i dati Istat, durante lo stesso periodo, l’offerta degli hotel si è spostata verso proposte di maggiore qualità. L’incremento di 4, 5 e più stelle ha compensato quasi perfettamente la forte riduzione delle strutture a 1 e 2 stelle.

UN TURISMO DI TERRITORI,
LA QUALITÀ EMERGE AL SUD

Fonte: Istat

La regione con il maggior numero di hotel è il Trentino-Alto Adige. In un territorio relativamente piccolo, grazie alla capillarità della presenza delle strutture (con 5.530 attività), il ventaglio di soluzioni offerte è particolarmente ampio. Al secondo posto si trova l’Emilia-Romagna (4.288) e, al terzo gradino del podio, il Veneto (2.975). Sempre a livello regionale è il Veneto, seguito dal Lazio, ad offrire il maggior numero di camere di hotel a cinque stelle, mentre tra i quattro stelle è la Lombardia ad avere l’offerta più vasta. Secondo la tradizionale classifica del Sole 24 ORE sulla qualità della vita in Italia, è Taranto la provincia dove è maggiore il fenomeno della spinta verso soluzioni alberghiere di più alta qualità. Nella città pugliese e nelle località turistiche vicine, la media del numero di stelle degli hotel è di 3,9. Al secondo posto vi è Cagliari, seguita da Siracusa. In linea generale, in tutto il centro-sud e nelle isole appare più evidente come il turismo alberghiero intercetti una domanda di qualità elevata, lasciando invece a il resto ad alloggi privati, campeggi e B&B. Secondo i dati raccolti da Gabetti, tra le città capoluogo di regione quella che ha registrato il maggiore tasso di occupazione delle camere nel 2019 è stata Firenze (75,4%), mentre la tariffa media giornaliera più alta spetta a Venezia con 347€ per notte, seguita da Firenze (179€), Roma (154€) e Milano (149€).

LA CONSULENZA REPOWER NELLA FORNITURA GAS

Esempi concreti per ridurre i costi in bolletta

Consulenza Repower nella fornitura gas

La consulenza energetica è una leva importate non solo nella pianificazione aziendale a lungo raggio, ma anche per un’immediata analisi e ottimizzazione di costi e ricavi. In questo senso, il consulente Repower è in grado di mettere a disposizione delle PMI la propria esperienza per ridurre i costi della bolletta. Un esempio? Esistono diversi strumenti che lo Stato mette a disposizione per abbattere l’accisa sul gas metano a pieno regime. Parliamo di risparmi importanti, in alcuni casi anche superiori al 20% dell’imponibile della fattura, che, sotto la guida del consulente energetico, è possibile ottenere in maniera immediata ed efficiente.

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LA PRESENZA DEGLI STRANIERI

A livello globale, il settore alberghiero nel 2018 era arrivato a valere circa 600 miliardi di dollari, in aumento del 28% dal 2014.1 Nel 2019, in Italia erano presenti soltanto 25 catene di hotel con più di 10 alberghi. Tra queste, poco meno del 60% sono aziende italiane mentre le restanti fanno parte di gruppi internazionali. Il 64% degli stranieri che visitano l’Italia per motivi turistici provengono da paesi dell’Unione Europea, mentre il 24% arriva dal resto del continente (Regno Unito incluso). Il rimanente 12% giunge infine da altri paesi extraeuropei. La Germania è il paese in assoluto da cui provengono più visite: sono stati in tutto oltre 16 milioni i viaggiatori tedeschi entrati in Italia nel 2019, in crescita del 2,9% rispetto all’anno precedente. Risulta in forte aumento il turismo statunitense, con 4,4 milioni di visitatori, ben 632mila in più rispetto al 2017. Il totale delle spese in Italia da parte di stranieri era visto in crescita del 2,1% medio annuo dall’anno scorso (quando si attestò a 43,7 miliardi di euro)2. Secondo il Wttc, il contributo al valore aggiunto dai viaggiatori internazionali è stato, nel 2019, il 24% del totale, in diminuzione dal 28,6% registrato cinque anni prima.

RECHARGE AROUND

La piattaforma digitale per la mobilità elettrica

La mobilità elettrica e smart è un settore per sua natura connesso, avendo sempre la necessità di sapere dove e a quali condizioni poter ricaricare il proprio veicolo. In questo contesto ben si colloca Recharge Around, l’app di Repower per iOS e Android, che rileva e aggiorna tutti i punti di ricarica attivi in Italia e all’estero, quindi non solo quelli Repower, offrendo visibilità alle strutture che li ospitano. Uno strumento di navigazione che apre le porte di un vasto network di stazioni di ricarica, con molteplici opzioni utili a organizzare al meglio il proprio viaggio, magari sfruttando il tempo di ricarica per una piacevole sosta.

Dopo il lancio nel 2018 di Recharge Around, Repower ha concluso un accordo chiave con alcuni player internazionali di riferimento grazie al quale l’host, ossia il soggetto che offre la ricarica, può decidere se e quando rendere visibile il proprio servizio a una platea, vasta e in continua crescita, di clienti e prospect.

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IL BUSINESS DI LETTINI E OMBRELLONI

Tra le imprese considerate in questo rapporto vi sono anche le oltre 4.500 aziende che gestiscono stabilimenti balneari dando lavoro a 15mila addetti. I dati del “Rapporto Spiagge 2019” di Legambiente sottolineano una tendenza alla sostenibilità e un sempre maggiore contributo alla creazione di valore nell’industria turistica.

IL SERVIZIO DI RICARICA

La flessibilità come parola chiave del servizio Gestione delle Ricariche

Con l’ampliarsi costante dell’offerta di veicoli elettrici il mercato ha continuato a svilupparsi in maniera simmetrica anche sul fronte dei servizi di ricarica. Repower in primis ha sviluppato un approccio innovativo, mettendo al centro l’host e permettendo di gestire il proprio strumento di ricarica nella maniera più funzionale al proprio business. In questo modo vengono definite due tipologie di servizio:

1. Indipendente: è il caso dell’azienda che ha comprato una soluzione Repower per offrire la ricarica e che preferisce decidere in maniera indipendente come, a chi e a quali condizioni offrire il proprio servizio. In generale questo soggetto tende ad offrire la ricarica ai propri clienti, utilizzando gli strumenti di ricarica PALINA o BITTA, per attirare driver elettrici che magari non conoscono la sua attività.

2. Network: tramite Gestione delle Ricariche, un servizio sviluppato da Repower, l’host può usare il proprio strumento di ricarica in maniera dinamica. Che si tratti di PALINA o di BITTA, grazie a questo servizio il punto di ricarica diventa visibile sulle principali piattaforme digitali per e-driver, secondo le tariffe concordate da Repower con i vari operatori. L’host in questo modo può “disinteressarsi” del servizio, vedendo semplicemente i driver arrivare, ricaricare e pagare in forma digitale, e ricevendo la propria quota di ricavi a fine mese con il relativo estratto conto. Il vantaggio di questo modello non sta solo nella semplicità di gestione, ma anche nella flessibilità. L’host infatti potrà decidere, in qualsiasi momento e per qualsiasi durata, di togliere il proprio strumento da queste piattaforme riservandolo ai propri clienti, a cui potrà applicare la tariffa che reputa più adatta.

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GLI EFFETTI
DELLA PANDEMIA

Nuove regole e crisi economica rischiano
di mettere in ginocchio il settore.

La Covid-19 ha colpito duramente il settore, lasciando agli operatori incertezze sia sull’immediato futuro (la stagione 2020 in corso) che sui cambiamenti strutturali da affrontare. La causa è duplice: da un lato la crisi economica in atto, che si annuncia più pesante di quella del 2008, comporterà una riduzione delle capacità di spesa; dall’altro le abitudini mutate dei consumatori potrebbero consolidarsi in una nuova normalità. Le previsioni di crescita per l’Italia, elaborate prima dello scoppio della pandemia, prevedevano un tasso annuo medio del giro d’affari pari a +1,9% fino al 2024. Tuttavia, nel solo periodo tra marzo e aprile, il 38% delle imprese dell’ospitalità dichiara di non aver avuto alcun fatturato, mentre un ulteriore 52% afferma che il giro d’affari si è ridotto della metà o più. Secondo le stime di Cna di aprile, l’impatto sul turismo vedeva una perdita tendenziale nel 2020 di 15,6 miliardi di euro nel primo trimestre e di ulteriori 25 miliardi nel secondo. In particolare, il settore dell’alloggio (che comprende, oltre alle attività alberghiere in senso stretto, anche quelle extraalberghiere) nel primo semestre dell’anno vedrebbe una riduzione dei ricavi di 13 miliardi di euro. La diminuzione della spesa complessiva dei clienti nel 2020 sarebbe, secondo la stima di Confcommercio fatta a fine aprile, di 13.346 milioni di euro. Cerved a marzo 2020 prevedeva che il settore alberghiero a fine 2020 potrebbe registrare -37,5% nel miglior scenario possibile tra quelli considerati e -73,3% in quello peggiore. Ha inoltre stimato l’impatto a livello regionale del coronavirus per l’intero settore turistico e dei trasporti: ebbene, considerando un valore mediano tra gli scenari considerati, la regione maggiormente colpita sarebbe la Sardegna, con una perdita che sfiora il 40% dei ricavi. L’Agenzia nazionale del turismo prevede quest’anno una contrazione negli arrivi internazionali di 31 milioni di persone, con 108 milioni di notti trascorse in Italia in meno e una spesa di -20,9 miliardi di euro. La situazione è prevista tornare ai livelli base pre-covid-19 soltanto nel 2023. Considerando anche il mercato domestico, fino ad allora, lo scenario più probabile prevede una perdita che sfiora gli 82 miliardi di euro. Gli stabilimenti balneari, riaperti in giugno, devono tuttavia sottostare a regole di distanziamento sociale che ne riducono, in molti casi anche in modo significativo, la capienza.

Fonte: Cerved

SCELTA VERDE DENTRO

Fornitura verde, efficienza energetica, mobilità elettrica e comunicazione integrata.

Verde Dentro è la fornitura di energia elettrica da fonte rinnovabile con doppia certificazione, dove al kWh si affianca un‘analisi di efficienza energetica dell’azienda e adeguati strumenti digitali e non, per comunicare la scelta di sostenibilità. A questo pacchetto si può decidere di aggiungere uno strumento di ricarica Repower e un’auto elettrica in leasing, tutto in un’unica bolletta. Con Verde Dentro non solo si utilizza energia rinnovabile, ma si conosce anche l’impianto da cui essa proviene e quindi la fonte usata per produrla tra vento, acqua e sole. La garanzia è data da TÜV SÜD, certificatore svizzero accreditato e riconosciuto a livello internazionale. Verde Dentro significa anche risparmiare sulla fornitura andando a lavorare sul livello di efficienza di apparecchi e impianti installati in azienda. Con un’analisi energetica ad hoc, è possibile stimare consumi, costi di funzionamento, impatto ambientale, sprechi e conoscere le possibili opportunità di risparmio. È inoltre possibile mettere a disposizione dei clienti o del personale un veicolo a due o quattro ruote, elettrico al 100%, per muoversi in libertà dove solo gli elettrici possono circolare. Si ricarica con una comune presa elettrica o con le soluzioni dedicate Repower: PALINA e BITTA. Infine, Verde Dentro è una scelta di sostenibilità strategica, che va comunicata con uno strumento di marketing ad hoc: il Cubo Verde. Si tratta di un kit di materiali di comunicazione pronti all’uso e di una guida pratica per raccontare l’impegno ambientale della propria azienda e distinguersi tramite le scelte adottate per la sostenibilità del proprio business.

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HOSPITALITY
AL BIVIO

Il turismo di prossimità e quello delle famiglie potrebbero salvare la stagione 2020.

Secondo un sondaggio The Fool/GWI ra un campione di consumatori svolto a fine aprile 2020, il driver principale per considerare un ritorno ai viaggi era la sicurezza, motivazione riportata dai tre quarti degli intervistati, mentre tre su dieci si dicevano preoccupati della propria situazione economica. Immaginando quali cambiamenti d’abitudine i consumatori italiani potevano aspettarsi, è emerso che solo il 18% non avrebbe modificato il proprio atteggiamento, mentre il 34% avrebbe preferito mete nazionali rispetto a prima e il 24% avrebbe inoltre scelto un turismo di prossimità1. In un quadro globale di forte incertezza, un settore particolarmente ciclico come quello degli alberghi è destinato a subire più di altri il peso della crisi. Affidarsi al mercato domestico potrebbe dunque essere una soluzione nel breve periodo. I costi operativi, tuttavia, potrebbero essere maggiori, spinti dalle necessità di adesione alle policy sanitarie previste e un differente – e limitato – uso degli spazi per garantire il distanziamento fisico. In questo senso si potrebbe imporre una ancor più attenta pianificazione delle risorse impiegate e dei costi associati, pur dovendo garantire alti standard di qualità.

IL NODO SICUREZZA

L’accento sulla sicurezza impone anche di ripensare la formula degli ostelli, che in questi anni avevano incrementato la loro penetrazione in Italia arrivando a 660 strutture nel 2018. La condivisione di spazi, tipica per questa tipologia di attività, potrebbe portare ulteriori difficoltà e costi ai gestori. In senso diametralmente opposto, i campeggi, soprattutto quelli nella versione più sofisticata e cool dei cosiddetti “glamping”, i quali potrebbero essere una valida e accattivante alternativa per il turismo da budget medio. Da chi avesse maggiori disponibilità di spesa, invece, potrebbe essere ugualmente lecito attendersi un aumento di vacanze in barca, a vela o su uno yacht, coniugando l’esclusività con la sicurezza. In questo senso armatori, marine, gestori di porti turistici e di servizi connessi potrebbero puntare a un ulteriore allargamento del proprio business. Il consumatore più tradizionale e il turista divenuto più “povero” con la crisi, potrebbero avere maggiori difficoltà ad adattarsi alle nuove esigenze imposte in questa fase eccezionale e quindi dirigersi verso soluzioni di tipologia non alberghiera nelle scelte delle vacanze. Si potrebbe quindi rafforzare la spinta verso la selezione di livello alto della proposta complessiva del settore, tagliando ulteriormente quella porzione di offerta di livello medio-basso. Per quanto riguarda le regole stringenti del distanziamento fisico, non sempre sarà possibile per i gestori degli stabilimenti balneari trasferire sui clienti, sia su quelli temporanei, ma soprattutto sulla clientela fidelizzata, l’aumento dei costi. Il trade off tra margini ridotti, o addirittura negativi, e rischi di perdita dei clienti stagionali va valutato, anche tenuto conto dell’orizzonte temporale.

CONOSCERE I RISCHI, COGLIERE LE OPPORTUNITÀ

Nel breve periodo, quindi, un primo driver di cambiamento potrebbe essere dato dalla flessibilità richiesta dai viaggiatori, che fino all’ultimo non sapranno se le condizioni (sanitarie ed economiche in primis) permetteranno loro di confermare i soggiorni. La pianificazione, anche finanziaria, della stagione, potrebbe divenire un tema di centrale importanza e contribuire a una spinta verso una maggiore concentrazione del settore. Inoltre, con il turismo di gruppi ancora limitato, sarà quello individuale e delle famiglie a prevalere, comportando un eventuale ridisegno dell’offerta e dei canali commerciali. In terzo luogo, il breve raggio potrebbe comportare una riduzione della durata e/o un suo dilatamento durante stagioni tradizionalmente meno “intense”, soprattutto qualora a settembre le attività scolastiche non dovessero riprendere in presenza. Almeno per una fascia alta di clienti, lo smart working potrebbe essere una necessità continua durante il 2020. Un vantaggio competitivo potrebbe essere dato dall’offerta di servizi in linea con questo bisogno. Infine, un ulteriore elemento di debolezza potrebbe essere dato dal turismo d’affari. Durante la pandemia si è sperimentato con successo un approccio full digital (grazie alla diffusione delle piattaforme di webinar e videoconferenze) dei convegni, congressi e fiere che oggi permettono la florida crescita delle strutture nelle grandi città. Questi eventi in presenza potrebbero essere fortemente ridotti dal consolidarsi di questa nuova abitudine.

IL DECALOGO DELLA RIPARTENZA
consigli per batter il Covid-19 negli affari

Non solo garantire la sicurezza effettiva dei clienti, ma anche farla percepire loro, sia prima che durante e dopo il viaggio.

Pianificare bene i costi e il proprio business plan sia nel breve che nel medio periodo, andando a ottimizzare e rendere più efficienti le spese fisse, come quelle legate alle forniture.

Considerare aggregazioni (da accordi di partnership a vere e proprie fusioni) per ridurre i costi, ottimizzare le attività operative e migliorare la proposizione di valore.

Mantenere elevati i ricavi medi per cliente, ad esempio cercando di incrementare la durata della permanenza, per garantirsi flussi di liquidità (particolarmente importanti in periodi in cui è atteso un aumento delle richieste di flessibilità).

Considerare una diversificazione e riconversione dell’offerta (es: proposte di tipo turistico-residenziali), se le strutture e il contesto lo permettono.

Rimanere informati e approfittare tempestivamente delle opportunità offerte sia dal settore pubblico che privato.

Almeno nel breve periodo ipotizzare di puntare su identità locale, territori e prossimità, caratterizzandosi inoltre come una proposta specifica per il proprio target principale.

Considerare di intercettare una clientela più “alta”, disponibile a continuare spendere a fronte di maggiori servizi e contenuti esperienziali.

Puntare sull’innovazione, soprattutto in termini di sostenibilità: punti di ricarica per auto elettriche, riduzione e monitoraggio dei consumi energetici attraverso la tecnologia, offerte che includano la mobilità soft, ad esempio biciclette.

Individuare vantaggi competitivi da inserire nella propria offerta rispetto ai concorrenti, ad esempio intercettando bisogni, anche nuovi: continuità tra vacanza e remote working, connettività, design e benessere.

GLOSSARIO

Presenza geografica:

peso delle imprese considerate nelle macro-aree territoriali, calcolato sul numero degli addetti complessivo. Elaborazione Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat.

Indice di età degli addetti:

valore sintetico che identifica l’età relativa dei dipendenti in una scala che va da 0 (più giovani) a 10 (più anziani) delle imprese considerate. Elaborazione Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat.

Indice della produttività del lavoro:

valore sintetico che identifica la produttività media delle imprese del settore considerate, misurata dal rapporto tra il valore della produzione e le ore di lavoro in un periodo di tempo. Elaborazione Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat.

Indice di concentrazione del settore:

valore sintetico che identifica il grado di concentrazione del settore. È calcolato riproporzionando al fatturato il valore espresso riportato riferibile ai sottosettori Ateco 5 cifre. Elaborazione Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat.

Grado di concentrazione del fatturato:

somma del fatturato delle prime cinque imprese per ciascun sottosettore Ateco 5 cifre considerato, in percentuale sulla somma del totale del fatturato. Elaborazione Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat.

Propensione all’esportazione:

rapporto tra somma delle esportazioni e somma del fatturato delle imprese considerate. Elaborazione Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat. Nota: un valore non riportato significa che questo indicatore non è rilevante, a causa delle caratteristiche intrinseche del settore.

Numero di imprese

valore assoluto stimato arrotondato del numero imprese 2019 considerate. Elaborazione e stima Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat e Movimprese.

Numero degli addetti

valore assoluto stimato arrotondato del numero degli addetti 2019 relativi alle imprese considerate. Elaborazione e stima Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat e Movimprese.

Percentuale di contributo diretto al Pil

stima del valore di contributo diretto al prodotto interno lordo attribuibile alle imprese considerate. Elaborazione e stima Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat. Nota: il valore non tiene conto dell’indotto generato e dell’impatto più ampiamente considerato sull’economia nazionale.

Andamento del fatturato complessivo:

stima del valore di fatturato complessivo delle imprese considerate. Elaborazione e stima Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat.

Percentuale di costi sul valore della produzione:

rapporto tra la somma del totale dei costi riportati e la somma dei fatturati riportati delle imprese considerate. Elaborazione e stima Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat.

Fatturato medio per impresa:

rapporto tra la stima del fatturato 2019 e la stima del numero di imprese 2019 dei totali delle imprese considerate. Elaborazione e stima Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat e Movimprese.

Margine operativo lordo per impresa:

stima del margine operativo lordo medio, ossia del risultato della gestione operativa, calcolato come rapporto tra la stima del margine operativo lordo totale cumulato e la stima del numero di imprese totali considerate. Elaborazione e stima Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat e Movimprese.

NOTA

Fanno parte del cluster di sottosettori considerati i codici Ateco 5 cifre: 55100, 55201, 55202, 55300, 93292. Laddove non espressamente indicato nel testo, i dati riportati sono da intendersi quali elaborazioni e/o stime dell’Ufficio Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su una pluralità di fonti, tra le quali Istat, Eurostat, Gabetti, Cerved, Statista, InfoCamere/Movimprese, Istituto Tagliacarne, Banca d’Italia, Wttc, Legambiente, Cna, Agenzia Nazionale del Turismo, The Fool/Gwi. Aggiornato al 16/06/2020.