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RETAIL E GDO

RETAIL
E GDO

letto da Info Data – Il Sole 24 ORE per Repower

SCARICA IL REPORT DI SETTORE o QUELLO COMPLESSIVO

SUMMARY

CLUSTER DI SETTORE

Centri commerciali e supermercati, concessionari con officina

SETTORI E ATTIVITÀ CORRELATE

  • Fabbricazione di automobili
  • Intermediari di commercio
  • Servizi finanziari
  • Servizi immobiliari
  • Trasporto merci
  • Discount e grande distribuzione specializzata sono state le forme di commercio cresciute maggiormente negli ultimi due decenni. Gli esercizi più piccoli sono stati nettamente ridimensionati nella loro market share.
  • Gli ipermercati hanno avuto, anche nel recente passato, una performance di crescita modesta se confrontata con quella dei supermercati. Tuttavia, prima della crisi innescata dalla Covid-19, la crescita nel prossimo biennio dei primi era prevista maggiore rispetto a quella dei secondi.
  • Le immatricolazioni di auto, in Italia e in Europa sono crollate, con picchi negativi per il settore del noleggio a breve termine.
  • Pur con numeri ancora piccoli, la domanda di auto elettriche o ibride plug-in cresce a ritmi molto sostenuti , come evidenziato nel White Paper Repower “La mobilità sostenibile e i veicoli elettrici”. Dinamica simile si nota anche per l’approccio mobility-as-a-service per i consumatori finali e non solo per le imprese.
  • La crisi economica imporrà ai cittadini una revisione delle scelte di acquisto, nei tempi, nella modalità e nelle preferenze, con una forte attenzione complessiva sui prezzi.
  • Con l’arrivo della Covid-19 in Italia, nel commercio ha tenuto solo la vendita di alimentari, mentre per gli altri beni si è avuto un crollo. Buona la performance complessiva dell’e-commerce.

  • La sostenibilità diventa centrale per le scelte dei consumatori, in particolare quella legata alla mobilità elettrica.
  • La riduzione attesa delle vendite di auto nuove avrà un impatto molto significativo sulla tenuta degli operatori commerciali del settore, i quali possono solo in parte fare affidamento al mercato dell’usato, delle riparazioni e dei servizi.
  • Commercio elettronico e home working sono fenomeni destinati a rimanere e che cambieranno per sempre le abitudini di acquisto degli italiani.
  • La vendita di auto in Italia era tornata a sperare di raggiungere i livelli precedenti alla crisi del 2007 solo a partire dal 2017.

ANALISI DI PRINCIPALI KPI ECONOMICI
E FINANZIARI DELLE AZIENDE DEL SETTORE

Dalla competitività alla presenza geografica, dal peso del settore ai fondamentali economici e finanziari delle singole aziende, per capire ma anche per confrontarsi con i propri partner o competitor.


IL SUCCESSO DEL SUPERMARKET

Dalla crisi dei piccoli negozi alla novità
dell’online: cosa è cambiato negli ultimi dieci anni.

La distribuzione commerciale di beni verso i privati è un settore alquanto variegato, con dinamiche diverse sia a seconda della merce trattata, sia dalla tipologia di impresa (grandi superfici, piccoli negozi, catene monomarca, multimarca, indipendenti, franchising, etc…). 

Il gruppo di aziende considerato in questa indagine è formato da 141.000 imprese che occupano 854.000 addetti, fondamentalmente riferibili da un lato alla grande distribuzione organizzata (centri commerciali, ipermercati, supermercati e punti vendita analoghi) e dall’altro al settore automotive, nella parte terminale della sua filiera: principalmente autosaloni e concessionari, ma anche servizi di manutenzione, riparazione e commercio di accessori e ricambi.

LA GDO IN ITALIA NEGLI ULTIMI 20 ANNI

Numero indice. Media dei mesi dell’anno (2020: Gen.-Apr.). Fonte: Istat

Le vendite nei supermercati (negozi destinati alla vendita di beni alimentari, di solito di oltre 400 mq) tra il 2010 e il 2018 sono cresciute di quasi il 10% in valore, arrivando a superare i 45,5 miliardi di euro. Nello stesso periodo gli ipermercati (esercizi con superficie maggiore di 2.500 mq e che vendono anche il non-food) hanno invece registrato una flessione dello 0,23%, portando la cifra complessiva degli scontrini staccati a 21,7 miliardi. Il trend, stimato prima della crisi, prevedeva tuttavia una ripresa di questa seconda tipologia che avrebbe recuperato, fino al 2021, il 3,4% mentre, i supermercati si sarebbero fermati a +1,8%. 

Per osservare la dinamica del settore è bene guardare agli andamenti di periodi più ampi. La crescita continua dal 2000 al 2007 si è bruscamente interrotta con la crisi globale innescata dai subprime nel primo decennio di questo secolo. Da quel punto in poi vi è stata una discesa, lenta ma inesorabile, fino al 2014. A partire da quella data si è assistito ad un ritorno al segno più fino al 2019.  

I discount e la grande distribuzione specializzata sono stati i veri vincitori in questi ultimi venti anni, approfittando del periodo di crisi economica da cui il nostro paese non è mai veramente uscito. Gli ipermercati hanno avuto performance di crescita modesta, con alti e bassi e comunque valori inferiori rispetto alle restanti tipologie della GDO. I veri sconfitti sono stati i piccoli negozi, usciti con una perdita del 15% dal 2007 al 2015 e di un ulteriore 3% dal 2016 al 2019. Il commercio elettronico ha avuto una crescita molto sostenuta, di circa il 60% dal 2015 al 2019, favorito però da una base di partenza modesta.

LA CONSULENZA REPOWER NELLA FORNITURA GAS

Esempi concreti per ridurre i costi in bolletta

Consulenza Repower nella fornitura gas

La consulenza energetica è una leva importate non solo nella pianificazione aziendale a lungo raggio, ma anche per un’immediata analisi e ottimizzazione di costi e ricavi. In questo senso, il consulente Repower è in grado di mettere a disposizione delle PMI la propria esperienza per ridurre i costi della bolletta. Un esempio? Esistono diversi strumenti che lo Stato mette a disposizione per abbattere l’accisa sul gas metano a pieno regime. Parliamo di risparmi importanti, in alcuni casi anche superiori al 20% dell’imponibile della fattura, che, sotto la guida del consulente energetico, è possibile ottenere in maniera immediata ed efficiente.

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LA SFIDA DELLA MOBILITÀ (ELETTRICA) AS-A-SERVICE.

Milioni di vetture nuove iscritte al registro per la prima volta. Fonte: Aci

Nel 2007, secondo i dati dell’Aci, il numero di autovetture nuove immatricolate in Italia aveva raggiunto il suo apice, con una cifra che superava i due milioni e mezzo di veicoli. Soltanto sei anni dopo questo valore si era dimezzato. 

La crisi economica aveva condotto gli italiani a inchiodare sulle spese e posticipare ogni uscita che non fosse indispensabile. Tuttavia, negli anni seguenti, la ripresa del settore non si era fatta attendere e la quantità di vetture nuove registrate in Italia era tornata ad essere stabile sopra 1,9 milioni di unità dal 2017 al 2019. 

Nel trend considerato, inoltre, è importante sottolineare il cambiamento delle abitudini del consumo. Per i millennials, soprattutto nelle grandi città, le automobili hanno smesso di rappresentare uno status symbol e sono iniziate ad essere considerate come una commodity. La dimensione del servizio, più che quella del prodotto, ha prevalso e sono fiorite sia forme flessibili di possesso (da offerte ibride che offrono i vantaggi dell’acquisto con quelli del noleggio fino all’abbonamento” mensile) sia operatori di car sharing, anche se questi ultimi dovranno subire uno stop temporaneo legato alla sicurezza sulla diffusione della pandemia. È la rivoluzione della MAAS (acronimo di mobility-as-a-service), per la quale si guarda ai bisogni del cliente (spostarsi) e non al mezzo (proprietà di una automobile) con cui questi vengono soddisfatti. 

Inoltre, la crescita di immatricolazioni di auto elettriche segue il trend intrapreso dalla domanda dei consumatori e dall’offerta delle case automobilistiche per rinnovare il parco auto esistente, sostituendo le vetture alimentate a carburanti fossili con quelle spinte da motori elettrici.  

È ancora una nicchia, che oggi coinvolge una piccola avanguardia di coloro che scelgono l’elettrico per motivi etici ed ecologici e chi invece lo fa per identificazione personale con la tecnologia e l’esclusività delle soluzioni che sono offerte in questa particolare gamma di prodotti: tuttavia, l’elettrico, pur con numeri assoluti ancora modesti, cresce a ritmi vertiginosi (+115% nel 2019) ed è destinato a mantenere e superare questi dati per parecchi anni.  

Il contesto, sia ambientale (ad esempio la forte urbanizzazione in atto anche in Italia), sia etico (la spinta verso la sostenibilità come valore fondante della società degli anni ’20 di questo secolo), sia economico (diminuzione dei costi medi nelle lunghe percorrenze con mezzi pubblici e collettivi) costituiscono le basi per una previsione di successo del mercato delle vetture elettriche, con riflessi non solo nell’acquisto ma anche nella domanda di servizi correlati (riparazioni e ricarica, ad esempio).

RECHARGE AROUND

La piattaforma digitale per la mobilità elettrica

La mobilità elettrica e smart è un settore per sua natura connesso, avendo sempre la necessità di sapere dove e a quali condizioni poter ricaricare il proprio veicolo. In questo contesto ben si colloca Recharge Around, l’app di Repower per iOS e Android, che rileva e aggiorna tutti i punti di ricarica attivi in Italia e all’estero, quindi non solo quelli Repower, offrendo visibilità alle strutture che li ospitano. Uno strumento di navigazione che apre le porte di un vasto network di stazioni di ricarica, con molteplici opzioni utili a organizzare al meglio il proprio viaggio, magari sfruttando il tempo di ricarica per una piacevole sosta.

Dopo il lancio nel 2018 di Recharge Around, Repower ha concluso un accordo chiave con alcuni player internazionali di riferimento grazie al quale l’host, ossia il soggetto che offre la ricarica, può decidere se e quando rendere visibile il proprio servizio a una platea, vasta e in continua crescita, di clienti e prospect.

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CON LA CRISI
UN BILANCIO
A DUE FACCE

Dalla crescita dell’alimentare alla crisi dell’auto: ecco cosa è successo da marzo in poi.

IL SERVIZIO DI RICARICA

La flessibilità come parola chiave del servizio Gestione delle Ricariche

Con l’ampliarsi costante dell’offerta di veicoli elettrici il mercato ha continuato a svilupparsi in maniera simmetrica anche sul fronte dei servizi di ricarica. Repower in primis ha sviluppato un approccio innovativo, mettendo al centro l’host e permettendo di gestire il proprio strumento di ricarica nella maniera più funzionale al proprio business. In questo modo vengono definite due tipologie di servizio:

1. Indipendente: è il caso dell’azienda che ha comprato una soluzione Repower per offrire la ricarica e che preferisce decidere in maniera indipendente come, a chi e a quali condizioni offrire il proprio servizio. In generale questo soggetto tende ad offrire la ricarica ai propri clienti, utilizzando gli strumenti di ricarica PALINA o BITTA, per attirare driver elettrici che magari non conoscono la sua attività.

2. Network: tramite Gestione delle Ricariche, un servizio sviluppato da Repower, l’host può usare il proprio strumento di ricarica in maniera dinamica. Che si tratti di PALINA o di BITTA, grazie a questo servizio il punto di ricarica diventa visibile sulle principali piattaforme digitali per e-driver, secondo le tariffe concordate da Repower con i vari operatori. L’host in questo modo può “disinteressarsi” del servizio, vedendo semplicemente i driver arrivare, ricaricare e pagare in forma digitale, e ricevendo la propria quota di ricavi a fine mese con il relativo estratto conto. Il vantaggio di questo modello non sta solo nella semplicità di gestione, ma anche nella flessibilità. L’host infatti potrà decidere, in qualsiasi momento e per qualsiasi durata, di togliere il proprio strumento da queste piattaforme riservandolo ai propri clienti, a cui potrà applicare la tariffa che reputa più adatta.

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Con il lockdown, il settore ha avuto reazioni differenti. Già dai dati disponibili di marzo e aprile 2020 si evince come la distribuzione del settore food sia aumentata, misurata dall’indice Istat delle vendite al dettaglio. L’impossibilità di uscire di casa e di consumare cibo e bevande al lavoro, nei bar e nei ristoranti ha comportato un incremento del giro di affari di tutte le tipologie alimentari rispetto all’aprile dell’anno precedente ma in particolare in quello delle piccole superfici (+11,2%), mentre la grande distribuzione è cresciuta del 6,9%. Un andamento diametralmente opposto si è invece registrato nel settore non alimentare, che ha visto più che dimezzare il valore rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Anche in questo caso la dinamica delle piccole superfici va leggermente meglio rispetto alla grande distribuzione, anche se la differenza è molto meno marcata. 

Il commercio elettronico, che pure presenta una componente importante di prodotti non alimentari, registra un +27% rispetto ad aprile 2019. 

La corsa iniziale all’accaparramento di beni ha mostrato segni di solidità nella struttura distributiva del paese, indice di un’ottima organizzazione e integrazione nelle filiere di approvvigionamento. Le code, l’uso di dispositivi di protezione e tutte le misure necessarie a garantire il distanziamento fisico hanno comunque permesso lo svolgimento degli acquisti in sicurezza anche durante il picco della pandemia. 

Di segno diametralmente opposto, invece, il mercato dell’auto. Secondo i dati Unrae, a maggio 2020, rispetto all’anno precedente, il barometro delle immatricolazioni segnava -56,8 in Europa e -49,6% in Italia. Nel nostro Paese risultano particolarmente colpiti i settori del noleggio in generale e di quello a breve termine in particolare, mentre la vendita a privati scende relativamente meno degli altri settori, “solo” del 35,2%. Le vetture elettriche, pur nella difficoltà di acquisto dei mesi precedenti, mostrano un considerevole +54,9% mentre le ibride plug-in (modelli che comunque dispongono di un pacco di alimentazione ricaricabile) addirittura +145%. 

Uno studio di Bcg stima una riduzione del mercato di 3,7 milioni di vetture in Europa nel 2020, con un calo delle vendite che sfiora il 25% secondo Ihs Markit. Se la discesa in Italia dovesse spingersi oltre e arrivare al 40%, si stima che una cifra tra il 30 e il 40% dei concessionari potrebbe fallire entro l’anno.

PUNica

Il prezzo dell’energia sempre in linea col mercato

PUNica è la fornitura di energia elettrica Repower che garantisce di valorizzare il consumo orario con un prezzo orario pari al Prezzo Unico Nazionale (PUN), prezzo di riferimento dell’energia elettrica rilevato sulla Borsa elettrica italiana. La formula garantisce completa aderenza al consumo effettivo: per i clienti dotati di misuratore orario è il prodotto fra il PUN – valorizzato ora per ora – e i consumi finali su base oraria, come comunicati dal distributore locale. Per i clienti non dotati di misuratore orario è prevista una stima dei consumi sulla base di profili standard. La formula prevede il servizio PUNt’avanti per il monitoraggio delle quotazioni PUN per il giorno successivo a quello di consultazione.

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AUTO E GDO,
LE INCOGNITE
PER L’AUTUNNO

I trend in atto potrebbero accelerare: più spazio
per l’online e per la mobility as a service.

La seconda metà del 2020 sarà fortemente segnata dall’impatto della crisi sull’economia. Se la riduzione del potere d’acquisto degli italiani dovesse essere duratura e intensa, è ovviamente ipotizzabile che i consumatori adottino strategie per ridurre le proprie spese personali. Nel migliore dei casi posticipandole in un prossimo futuro, oppure scegliendo prodotti di prezzo più contenuto, o anche riducendone la quantità. Un’analoga previsione può essere fatta per le imprese, che anzi anticipano prudenzialmente il taglio di ogni tipologia di spesa alle prime avvisaglie di futuri problemi. 

Infine, per la fascia di italiani dalle più limitate possibilità, è possibile anche la cancellazione definitiva di acquisti previsti. Questo fenomeno riguarda maggiormente i beni ciclici e quelli voluttuari, mentre potrebbe toccare di meno i prodotti di prima necessità il cui consumo tende ad essere, in quantità, più stabile e meno soggetto al ciclo economico.

LE SFIDE DEL FUTURO

Una sfida aggiuntiva per la distribuzione tradizionale potrebbe derivare dal commercio elettronico che, una volta entrato nelle abitudini degli italiani e superato il proprio timore nei pagamenti online, potrebbe ulteriormente svilupparsi come canale d’acquisto alternativo. 

Anche la componente di socialità che si muove attorno ai centri commerciali, che raccolgono in grandi complessi non solo vendita di beni anche servizi, aree di ristorazione e spazi comuni potrebbe scoraggiarne la visita nei prossimi mesi, almeno finché la situazione sanitaria non dovesse normalizzarsi. 

Una riduzione dei clienti è in ogni caso attesa, soprattutto laddove spazi limitati impongano il contingentamento degli accessi. La tecnologia potrebbe agevolare un processo di acquisto il più possibile naturale: termoscanner, pagamenti elettronici, booking di accessi tramite app e altre iniziative del genere potrebbero certamente rendere più piacevole e sicuro il customer journey nei punti vendita. 

La situazione finanziaria, soprattutto in presenza di costi fissi elevati, potrebbe aggravarsi rapidamente se la Covd-19 dovesse ripresentarsi in autunno con la stessa intensità di marzo e aprile 2020, con conseguenti chiusure e ulteriore perdita di fatturato.

LA NUOVA GRANDE CRISI DEL SECOLO
SARÀ ANCHE PEGGIORE DELLA PRIMA?

Gli autosaloni sono stretti tra due tendenze particolarmente negative: da un lato la decisione di acquisto potrebbe essere rimandata oppure riversarsi nel mercato dell’usato; dall’altro, un eventuale probabile consolidamento dello smart working con un ritorno alla mobilità verso i luoghi di lavoro soltanto saltuaria potrebbe far riconsiderare molti dall’esigenza di possedere una vettura per i propri spostamenti. Si impone quindi una revisione dei propri costi e un ridisegno strategico del proprio business. 

La sostenibilità, legata alla domanda sempre più frequente di mobilità elettrica, è un fattore chiave da tenere in considerazione sia per le politiche di marketing e commerciali sia di investimenti verso l’offerta di servizi correlati. I beni di lusso e quelli di alta gamma, inoltre, tendono generalmente a risentire meno della crisi economica, e uno spostamento dell’offerta verso queste tipologie (con riposizionamento nel mercato) potrebbe portare un beneficio. 

Il bisogno del consumatore di auto sembra spostarsi più dal possesso al soddisfacimento delle esigenze di mobilità: l’arena competitiva si allarga e l’offerta di servizi (in aggiunta o anche in alternativa) a quella dei beni potrebbe essere un approccio vincente con la clientela meno tradizionale. A causa delle dinamiche economiche, il mercato dell’usato e della riparazione è invece possibile che cresca nel corso del 2020 e dell’anno successivo e quindi si potrebbe prevedere un potenziamento di queste attività. 

IL DECALOGO DELLA RIPARTENZA
consigli per battere la Covid-19 negli affari

Fare attenzione alla sicurezza dei clienti, anche tramite l’uso della tecnologia non invasiva (quale, ad esempio, le telecamere che rilevano l’uso delle mascherine o i termoscanner per la temperatura corporea) per non rendere poco piacevole l’esperienza di acquisto.

Puntare su un ampliamento della gamma di prodotti offerta: verso il basso per intercettare le richieste di clienti con minori disponibilità di spesa oppure (ma anche insieme, per i punti vendita generalisti) verso l’alto per intercettare la domanda di gamma più elevata.

Offrire possibilità di dilazioni di pagamento oppure condizioni vantaggiose per incentivare gli acquisti e non spostarli nel tempo.

Valutare gli impatti sulla finanza aziendale di un calo di ricavi consistente e prolungato, secondo ogni scenario avverso possibile, e dotarsi del relativo action plan. Verificare e rivedere la struttura di costi e di scorte, saldando il legame con la filiera strategica per garantirsi gli approvvigionamenti necessari anche a fronte di shock ulteriori.

Abbonamenti e forme pay-per per beni durevoli, come per i servizi, sono formule in linea con le tendenze del mercato (è possibile fare un parallelo con quanto accade nella telefonia mobile), soprattutto se la dimensione dell’uso si coniuga con quella del servizio (consumabili – si pensi al successo della formula macchina+cialde per il caffè nei piccoli uffici -, garanzie, assistenza, cambio modello, eccetera). L’analisi dei dati permette di ottimizzare le offerte e pianificare le promozioni in modo flessibile e real time.

L’home working ridefinirà il consumo di cibo e bevande a favore di quello domestico: la delivery di prossimità, anche di preparati, potrebbe catturare quote di mercato del consumo out-of-home.

Il commercio elettronico, nelle sue diverse forme, è destinato a consolidare e aumentare le quote di mercato: non solo per la consegna a domicilio, ma anche il ritiro in negozio, il pagamento senza casse e la facilità con cui è possibile prenotare e saldare una prestazione tramite funzioni digitali.

La sostenibilità sarà un fattore di scelta cruciale da parte dei consumatori, non solo di prodotti ma anche di negozi, catene e brand. Tra questa tendenza, la mobilità elettrica è destinata ad avere un ruolo chiave nel mercato delle auto.

Con un calo anche consistente nelle vendite del nuovo, concessionari e autosaloni devono programmare le loro attività a favore di quelle dove ipotizzano vi sarà un maggiore valore, ad esempio usato, riparazioni e servizi.

Le grandi città avranno un impatto più vicino nel tempo del cambiamento dei bisogni di mobilità rispetto alle periferie e ai piccoli centri, così come le aree ad alta intensità di terziario rispetto a quelle industriali. Le strategie quindi devono differenziarsi, anche all’interno degli stessi cluster di clienti, a seconda dei territori in cui si opera.

GLOSSARIO

Presenza geografica:

peso delle imprese considerate nelle macro-aree territoriali, calcolato sul numero degli addetti complessivo. Elaborazione Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat.

Indice di età degli addetti:

valore sintetico che identifica l’età relativa dei dipendenti in una scala che va da 0 (più giovani) a 10 (più anziani) delle imprese considerate. Elaborazione Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat.

Indice della produttività del lavoro:

valore sintetico che identifica la produttività media delle imprese del settore considerate, misurata dal rapporto tra il valore della produzione e le ore di lavoro in un periodo di tempo. Elaborazione Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat.

Indice di concentrazione del settore:

valore sintetico che identifica il grado di concentrazione del settore. È calcolato riproporzionando al fatturato il valore espresso riportato riferibile ai sottosettori Ateco 5 cifre. Elaborazione Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat.

Grado di concentrazione del fatturato:

somma del fatturato delle prime cinque imprese per ciascun sottosettore Ateco 5 cifre considerato, in percentuale sulla somma del totale del fatturato. Elaborazione Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat.

Propensione all’esportazione:

rapporto tra somma delle esportazioni e somma del fatturato delle imprese considerate. Elaborazione Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat. Nota: un valore non riportato significa che questo indicatore non è rilevante, a causa delle caratteristiche intrinseche del settore.

Numero di imprese

valore assoluto stimato arrotondato del numero imprese 2019 considerate. Elaborazione e stima Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat e Movimprese.

Numero degli addetti

valore assoluto stimato arrotondato del numero degli addetti 2019 relativi alle imprese considerate. Elaborazione e stima Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat e Movimprese.

Percentuale di contributo diretto al Pil

stima del valore di contributo diretto al prodotto interno lordo attribuibile alle imprese considerate. Elaborazione e stima Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat. Nota: il valore non tiene conto dell’indotto generato e dell’impatto più ampiamente considerato sull’economia nazionale.

Andamento del fatturato complessivo:

stima del valore di fatturato complessivo delle imprese considerate. Elaborazione e stima Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat.

Percentuale di costi sul valore della produzione:

rapporto tra la somma del totale dei costi riportati e la somma dei fatturati riportati delle imprese considerate. Elaborazione e stima Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat.

Fatturato medio per impresa:

rapporto tra la stima del fatturato 2019 e la stima del numero di imprese 2019 dei totali delle imprese considerate. Elaborazione e stima Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat e Movimprese.

Margine operativo lordo per impresa:

stima del margine operativo lordo medio, ossia del risultato della gestione operativa, calcolato come rapporto tra la stima del margine operativo lordo totale cumulato e la stima del numero di imprese totali considerate. Elaborazione e stima Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat e Movimprese.

NOTA

Fanno parte del cluster di sottosettori considerati i codici Ateco 5 cifre: 45110, 45190, 45201, 45202, 45203, 45204, 45209, 45310, 45320, 45401, 45402, 45403, 47111, 47112, 47113, 47115, 47191, 47192. Laddove non espressamente indicato nel testo, i dati riportati sono da intendersi quali elaborazioni e/o stime dell’Ufficio Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su una pluralità di fonti, tra le quali Istat, Ihs Markit, Aci, Unrae, Bcg, Statista, Euromonitor, InfoCamere/Movimprese. Aggiornato al 21/6/2020.