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MECCANICA E METALLURGIA

MECCANICA
E METALLURGIA

letto da Info Data – Il Sole 24 ORE per Repower

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SUMMARY

CLUSTER DI SETTORE

Produzioni e lavorazioni meccaniche, metallurgia, fabbricazione di componentistica automotive

SETTORI E ATTIVITÀ CORRELATE

  • Commercio all’ingrosso di prodotti non alimentari
  • Fabbricazione di prodotti in metallo
  • Servizi finanziari
  • Servizi immobiliari
  • Utility
  • Il contributo diretto sul Pil delle imprese del settore è del 3,9%.
  • La propensione all’esportazione, calcolata come valore dell’export sul fatturato, è particolarmente alta, arrivando al 44%. Nella meccanica i partner commerciali principali sono gli Stati Uniti e la Germania.
  • I risultati definitivi del 2019 prevedono una crescita rispetto all’anno precedente, ma ad un ritmo meno sostenuto se confrontati con il 2018, sia come fatturato che come valore della produzione.
  • Con l’arrivo della Covid-19 la crisi della domanda, sia italiana che internazionale si è fatta particolarmente sentire. L’export è crollato ad aprile del 50%, trainato in particolare dalla caduta del mercato statunitense.
  • Da questa situazione è emerso un pesantissimo peggioramento del clima di fiducia delle imprese. Desta particolare preoccupazione la disponibilità di risorse liquide per garantire l’operatività delle aziende.
  • Un’analisi condotta su un ampio campione di realtà industriali del settore, ha mostrato come, a fronte di un calo dei ricavi stimato di solamente il 9%, a fine 2020 una impresa su 15 potrebbe essere costretta a chiudere.

  • L’organizzazione della produzione è stato il primo nodo da affrontare nella gestione dell’emergenza e continuerà ad esserlo anche nei prossimi mesi.
  • Il digitale, sia nella fabbrica che verso il mercato, diventerà un fattore chiave di successo nel business.
  • La sostenibilità è il trend principale da tenere in considerazione nell’affrontare le sfide del futuro.
  • Il rafforzamento del capitale, anche tramite fusioni e joint ventures, potrebbe dare le dimensioni necessarie per vincere la sfida della competitività.

ANALISI DI PRINCIPALI KPI ECONOMICI
E FINANZIARI DELLE AZIENDE DEL SETTORE

Dalla competitività alla presenza geografica, dal peso del settore ai fondamentali economici e finanziari delle singole aziende, per capire ma anche per confrontarsi con i propri partner o competitor.


UN SETTORE
VOTATO
ALL’EXPORT

I mercati internazionali assorbono oltre il 40% della produzione. Usa e Germania in testa.

Fonte: Istat

Il settore meccanico e metallurgico è il cuore dell’industria nazionale. Le 48.300 imprese considerate occupano quasi 900mila addetti e hanno un impatto diretto sul Pil che sfiora il 4%. 

È un settore dal grado di concentrazione elevato, sia in termini di quota di fatturato complessivo delle maggiori aziende di ogni comparto (un terzo del totale), sia territorialmente, dove l’industria è localizzata principalmente nel Nord-Ovest del Paese (nel 44% dei casi) e nel Nord-Est (per un ulteriore 37%). 

La propensione all’esportazione è anch’essa particolarmente elevata, con il 44% del valore della produzione che prende la via dei mercati internazionali. Restando alla sola meccanica, secondo l’International Trade Center, nel 2019 gli Stati Uniti hanno superato la Germania come primo Paese acquirente di prodotti nazionali, con il 10,7% del totale del valore commerciale. Berlino si è fermato al 10,4%, e tuttavia il saldo commerciale settoriale rimane ancora a vantaggio dei tedeschi per 784 milioni di euro. A seguire si trovano la Francia con il 7,8%, la Spagna con il 4,9% e la Cina con il 4,4%. Anche con la Repubblica popolare troviamo la bilancia commerciale settoriale particolarmente negativa, in deficit per 1,7 miliardi di euro. Complessivamente, tuttavia, il nostro Paese importa meno della metà in valore di quanto esporti. 

Il fatturato dell’intero settore è stimato in crescita anche nel 2019 a quasi 234 miliardi, uno in più rispetto all’anno precedente e 11 in più rispetto al 2013. L’impresa media italiana fattura quasi 5 milioni di euro e chiude il bilancio con 436mila euro di margine operativo lordo. Il rapporto tra i costi e il valore della produzione è ovviamente elevato date le caratteristiche del settore, a circa il 77%. 

LA CONSULENZA REPOWER NELLA FORNITURA GAS

Esempi concreti per ridurre i costi in bolletta

Consulenza Repower nella fornitura gas

La consulenza energetica è una leva importate non solo nella pianificazione aziendale a lungo raggio, ma anche per un’immediata analisi e ottimizzazione di costi e ricavi. In questo senso, il consulente Repower è in grado di mettere a disposizione delle PMI la propria esperienza per ridurre i costi della bolletta. Un esempio? Esistono diversi strumenti che lo Stato mette a disposizione per abbattere l’accisa sul gas metano a pieno regime. Parliamo di risparmi importanti, in alcuni casi anche superiori al 20% dell’imponibile della fattura, che, sotto la guida del consulente energetico, è possibile ottenere in maniera immediata ed efficiente.

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LA MECCANICA ERA GIÀ IN RALLENTAMENTO

Anima, l’associazione di categoria che raggruppa le imprese del settore, ha riportato una previsione per il consuntivo 2019 in chiaroscuro. In rallentamento, in particolare, gli investimenti: questi scenderebbero dal +7% registrato nel 2018 ad un più modesto +2% di incremento lo scorso anno, indice di un possibile rallentamento del clima di fiducia con riflessi sulla competitività a lungo termine. L’indice della produzione anch’esso cresce, ma ad un tasso inferiore rispetto al periodo precedente. Tra i macrosettori produttivi, le tecnologie per l’industria e le macchine per l’edilizia sono quelli che avranno il maggiore incremento.

La produzione metallurgica tra il 2013 e il 2018 è cresciuta in media dello 0,44% annuo. Tra i prodotti per i quali Istat rende disponibile una serie storica completa, sono i fogli e nastri di rame, l’oro e i profilati in ferro quelli che hanno avuto incremento di un valore superiore al 50%. Tra quelli in maggiore difficoltà troviamo invece i tubi saldati, lo zinco polverizzato e la produzione di accessori per tubi in alluminio, tutti con oltre il 33% di calo nel valore.

VAMPA

La termografia al servizio dell’efficienza

Tutti i corpi emettono radiazioni elettromagnetiche (buona parte delle quali invisibili all’occhio umano) secondo la propria temperatura. La termografia è una tecnica diagnostica completamente non distruttiva e non invasiva che, misurando la componente infrarossa della radiazione emessa da un corpo, è in grado di determinarne la temperatura superficiale.
Come funziona in pratica? Attraverso moderni termografi portatili si ricercano punti caldi anomali sulle principali apparecchiature elettriche. Senza arrestare il ciclo produttivo aziendale, la perizia termografica individua criticità e componenti elettrici a rischio o sotto eccessivo sforzo che sviluppano un calore anomalo, verifica il corretto serraggio di morsettiere e connessioni (un cavo elettrico non correttamente serrato nella morsettiera può generare un alto rischio di incendio) e attesta il corretto funzionamento dei trasformatori di media tensione.
VAMPA è la soluzione termografica, semplice e non invasiva, sviluppata da Repower per effettuare indagini predittive al fine di evitare guasti e interruzioni produttive. Il rilievo termografico, effettuato da personale Repower specializzato, è eseguito con regolarità su apparati elettrici. L’analisi termografica permette anche di verificare la corretta installazione di nuovi macchinari e di accedere anche a una riduzione dell’autoliquidazione annuale del premio INAIL. Il modello OT23 assegna infatti un valore a ogni intervento effettuato in tema di sicurezza, attribuendo alla termografia metà del punteggio richiesto.

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MECCANICA,
IL CORONAVIRUS
HA CHIUSO
LE FABBRICHE

Produzione industriale in picchiata, fiducia ai minimi. Il rebus della ripresa dell’export.

Lo scoppio della pandemia ha colpito in modo significativo l’industria italiana. Non solo per la riduzione degli ordini provenienti dal mercato domestico, ma anche per l’impatto dato dal blocco del commercio internazionale, in particolare verso i nostri principali partner industriali, Germania e Stati Uniti in primis. 

Tra gennaio e aprile 2020 l’export mondiale del settore ha subito un decremento del 17%. Nel solo mese di aprile il crollo si è attestato ad un -46,3%. Nessun Paese si salva, ma nel quarto mese dell’anno da Washington giunge un preoccupante -55,2%. Il rapido recupero dell’economia cinese, da cui l’emergenza coronavirus ha avuto inizio, viene mostrato anche dal calo relativo delle importazioni da Pechino, che ad aprile si ferma a -12,9%.  

L’indice della produzione industriale rilevato dall’Istat (che misura il volume dell’output di un ampio campione di imprese e la cui base è fissata ad un valore convenzionale di 100 nel 2010) è passato dal valore di 105,2 di febbraio a 55,8 di aprile per la metallurgia e da 111,1 a 55,8 per la meccanica. Non è consolatorio osservare come in altri settori industriali le cose siano andate anche peggio. In questo quadro, non stupisce come la fiducia delle imprese (sempre di fonte dell’Istituto di statistica nazionale e che indaga un campione di imprese circa i giudizi sulla domanda in generale, le attese sulla produzione e i giudizi sulle giacenze di prodotti finiti), neppure rilevata ad aprile, sia crollata a maggio a 65,4 punti (da un valore di 96,5 dello stesso mese dell’anno precedente), mentre le aziende del campione vedono nero sia sul fronte degli ordinativi interni che di quelli esteri, ma soprattutto presentano un risultato particolarmente negativo sulla disponibilità della liquidità necessaria per far fronte alle esigenze operative. 

Un’analisi di Modefinance per conto del Sole 24 ORE su un campione di medie imprese italiane, ipotizzando uno scenario di perdita di ricavi a fine anno pari alla stima del Fondo Monetario Internazionale (- 9,1%), ha infatti confermato che un numero ampio di imprese entrerebbe nella fascia di rischio per la sopravvivenza stessa. Nel settore della metallurgia la probabilità di default media salirebbe dal 2,6% al 7,2% mentre in quello della meccanica dal 3% al 7%. Nel quadro economico considerato, nemmeno dei più avversi tra i possibili, rischierebbe di fallire una impresa ogni 15. 

Oltre alla chiusura temporanea, i molti vincoli imposti per la ripresa della produzione hanno scoraggiato o comunque ridotto le attività in modo significativo. Già da aprile e maggio, tuttavia, una lenta e progressiva riapertura dei settori produttivi ha permesso di rimettere in moto la macchina della produzione. Aspettando che ritorni la domanda.

PUNtuale

la formula che si adatta ora per ora ai reali consumi di energia elettrica

Con PUNtuale, un’azienda può acquistare oggi tutta l’energia che le serve direttamente sulla Borsa dell’energia elettrica italiana, mercato all’ingrosso finora riservato ai soli operatori del settore energetico. PUNtuale è la prima formula che valorizza l’effettivo consumo orario dell’azienda secondo il corrispondente andamento del PUN, il PrezzoUnico dell’Energia dell’energia che si forma in Borsa. La formula prevede sia l’opzione “punto a capo” – l’opportunità di passare in qualsiasi momento da PUNtuale a nuove condizioni di fornitura con un’altra formula attiva – sia il servizio PUNt’avanti per il monitoraggio del PUN.

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RIPARTIRE
IN SICUREZZA

La tecnologia potrebbe aiutare le competitività.
Cavalcare il trend della sostenibilità.

Le incognite che devono affrontare le imprese nella ripartenza sono molte. Innanzitutto, vi è il nodo organizzativo. Assicurare la salute dei lavoratori e dei clienti durante una pandemia non è affatto semplice. La gestione degli spazi di lavoro e dei macchinari nei siti produttivi è stata pensata per una configurazione che non prevedesse vincoli di distanziamento: gli impianti hanno costi di dislocamento spesso elevati e, vista l’incertezza riguardo al futuro, si hanno comprensibili timori di effettuare interventi radicali sulle linee di produzione. 

L’acquisto di dispositivi di protezione individuale per la forza lavoro va visto come un investimento sul personale, un’attenzione oltre che un obbligo, necessaria anche per trattenere i talenti almeno in quei settori dove i tecnici qualificati scarseggiano. 

Sul fronte della sicurezza sul luogo di lavoro esistono oggi nuove soluzioni (come ad esempio la termografia applicata alla prevenzione di incendi) che, grazie a recenti innovazioni tecnologiche, permettono di ridurre fortemente il rischio di incidenti.

Molte imprese della manifattura, e della meccanica in particolare, negli anni scorsi hanno visto crescere le esigenze di sviluppo della tecnologia sia dal lato della produzione (ad esempio con i progetti e i programmi di Transizione 4.0) sia dal lato commerciale (con la crescita del marketing digitale, dello sviluppo delle informazioni strutturate sulla base clienti, dell’analisi del processo di acquisito, eccetera). La crisi potrebbe anche essere il momento più propizio per integrare i sistemi e le piattaforme che gestiscono il ciclo di produzione con quelli a supporto delle attività di marketing e commerciali, come già gli autorevoli esperti del Centro di Ricerca Interuniversitario in Economia del Territorio (Criet) hanno recentemente sottolineato.

I TREND IN ATTO

L’aspetto finanziario, come già evidenziato dai timori delle imprese, è quello che maggiormente preoccupa. In questo senso arrivare capitalizzati e stringere accordi per ulteriori aggregazioni potrebbe permettere di garantire una struttura più solida per affrontare con maggiore serenità i prossimi mesi. 

Infine, tra i trend di consumo in atto, si segnala quello della sostenibilità: sempre più imprese, internazionali ma anche italiane, iniziano a chiedere certificazioni e strategie ai propri fornitori per una svolta all’insegna della sostenibilità. Nel ridisegno del proprio posizionamento strategico, forzato durante questa pandemia, potrebbe essere utile se non fondamentale includere anche l’attenzione alle tematiche energetiche ed ambientali in modo da portarne beneficio in termini di appeal dei prodotti realizzati e dell’immagine stessa dell’azienda. Sul lato dei consumi energetici, ad esempio, è possibile installare strumenti di monitoraggio sempre più sofisticati che permettono di incidere in maniera significativa sui costi delle forniture, coniugando il risparmio con un approccio orientato all’efficientamento.

IL DECALOGO DELLA RIPARTENZA
consigli per battere la Covid-19 negli affari

La tecnologia digitale potrebbe essere la chiave per superare con maggiore fiducia questa fase di difficoltà. Una spinta ulteriore agli investimenti nelle soluzioni a controllo numerico dei processi produttivi (Industry 4.0) che dialoghino con gli strumenti di marketing digitale, potrebbe far ripartire più velocemente la produzione, migliorando sia gli aspetti commerciali e la proposizione al mercato che quelli della corretta gestione degli input e degli output in fabbrica, dal personale alla manutenzione, dalle scorte ai magazzini.

Garantire la sicurezza dei lavoratori sarà prioritaria come attività continuativa per diversi mesi e occorre porre la doverosa attenzione a tutti questi aspetti, normativi ma anche sostanziali.

Nei confronti dei propri clienti esteri mostrarsi pronti, flessibili e reattivi per evitare la concorrenza di fornitori di altri Paesi, già ripresi.

In attesa di una piena ripartenza delle forniture verso l’estero, cercare di capire se le proprie specifiche produzioni possano essere assorbite dal mercato italiano, sostituendo quelle quote appartenenti alle aziende internazionali.

La sostenibilità sarà il trend mondiale principale dei prossimi anni, e occorre una strategia e delle politiche attive (quali ad esempio dotarsi di certificazioni) per garantire da un lato i fornitori e dall’altro per ottenere liquidità a costi più contenuti dal sistema finanziario.

Coniugare il controllo dei propri costi operativi (a cominciare da quelli fissi come la fornitura di energia) valutando i servizi tecnologicamente innovativi oggi disponibili, con la pianificazione attenta degli investimenti per garantire il successo a lungo termine dell’impresa.

Valutare con serenità sia la giustezza della dimensione d’impresa nel contesto del mercato globale, sia eventuali problemi di governance che si dovessero intravedere (ad esempio nelle delicate fasi di successione verso gli eredi o di consolidamento delle quote).

Potrebbe rendersi utile una politica di formazione e di fidelizzazione delle risorse tecniche più preziose, la cui reperibilità sul mercato del lavoro è più difficile.

Innovare e attivare linee di ricerca e sviluppo, se non già in essere, con una strategia adeguata al settore e alle attività dell’impresa.

Rimanere informati e approfittare delle opportunità agevolative e di incentivazione che in questi momenti si moltiplicano, sia dal settore pubblico che da aziende partner.

GLOSSARIO

Presenza geografica:

peso delle imprese considerate nelle macro-aree territoriali, calcolato sul numero degli addetti complessivo. Elaborazione Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat.

Indice di età degli addetti:

valore sintetico che identifica l’età relativa dei dipendenti in una scala che va da 0 (più giovani) a 10 (più anziani) delle imprese considerate. Elaborazione Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat.

Indice della produttività del lavoro:

valore sintetico che identifica la produttività media delle imprese del settore considerate, misurata dal rapporto tra il valore della produzione e le ore di lavoro in un periodo di tempo. Elaborazione Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat.

Indice di concentrazione del settore:

valore sintetico che identifica il grado di concentrazione del settore. È calcolato riproporzionando al fatturato il valore espresso riportato riferibile ai sottosettori Ateco 5 cifre. Elaborazione Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat.

Grado di concentrazione del fatturato:

somma del fatturato delle prime cinque imprese per ciascun sottosettore Ateco 5 cifre considerato, in percentuale sulla somma del totale del fatturato. Elaborazione Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat.

Propensione all’esportazione:

rapporto tra somma delle esportazioni e somma del fatturato delle imprese considerate. Elaborazione Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat. Nota: un valore non riportato significa che questo indicatore non è rilevante, a causa delle caratteristiche intrinseche del settore.

Numero di imprese

valore assoluto stimato arrotondato del numero imprese 2019 considerate. Elaborazione e stima Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat e Movimprese.

Numero degli addetti

valore assoluto stimato arrotondato del numero degli addetti 2019 relativi alle imprese considerate. Elaborazione e stima Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat e Movimprese.

Percentuale di contributo diretto al Pil

stima del valore di contributo diretto al prodotto interno lordo attribuibile alle imprese considerate. Elaborazione e stima Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat. Nota: il valore non tiene conto dell’indotto generato e dell’impatto più ampiamente considerato sull’economia nazionale.

Andamento del fatturato complessivo:

stima del valore di fatturato complessivo delle imprese considerate. Elaborazione e stima Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat.

Percentuale di costi sul valore della produzione:

rapporto tra la somma del totale dei costi riportati e la somma dei fatturati riportati delle imprese considerate. Elaborazione e stima Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat.

Fatturato medio per impresa:

rapporto tra la stima del fatturato 2019 e la stima del numero di imprese 2019 dei totali delle imprese considerate. Elaborazione e stima Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat e Movimprese.

Margine operativo lordo per impresa:

stima del margine operativo lordo medio, ossia del risultato della gestione operativa, calcolato come rapporto tra la stima del margine operativo lordo totale cumulato e la stima del numero di imprese totali considerate. Elaborazione e stima Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat e Movimprese.

NOTA

Fanno parte del cluster di sottosettori considerati i codici Ateco 5 cifre: 24100, 24201, 24202, 24310, 24320, 24330, 24340, 24410, 24420, 24430, 24440, 24450, 24510, 24520, 24530, 24540, 25610, 25620, 28111, 28112, 28120, 28130, 28140, 28151, 28152, 28211, 28212, 28220, 28230, 28240, 28250, 28291, 28292, 28293, 28299, 28309, 28410, 28490, 28910, 28920, 28930, 28941, 28942, 28943, 28950, 28960, 28991, 28992, 28993, 28999, 29200, 29310, 29320. Laddove non espressamente indicato nel testo, i dati riportati sono da intendersi quali elaborazioni e/o stime dell’Ufficio Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su una pluralità di fonti, tra le quali Istat, Eurostat, InfoCamere/Movimprese, Statista, Anima, UnComTrade, International Trade Center, Modefinance, Mise, Criet. Aggiornato al 19/06/2020.