Categorie
Uncategorized

ENOINDUSTRIA

ENOINDUSTRIA

letto da Il Sole24ore per Repower

SCARICA IL REPORT DI SETTORE o QUELLO COMPLESSIVO

SUMMARY

CLUSTER DI SETTORE

Cantine, distillerie, birrifici

SETTORI E ATTIVITÀ CORRELATE

  • Attività agricole
  • Commercio all’ingrosso di attività non alimentari
  • Servizi finanziari
  • Servizi legali e contabili
  • Trasporto merci
  • La produzione dello scorso anno, che riflette la vendemmia chiusa qualche mese prima dell’arrivo del coronavirus in Italia, si attesta a poco meno di 50 milioni di ettolitri, in calo di quasi l’8% rispetto all’annata record del 2018.
  • L’export italiano del vino vale 7,2 miliardi di dollari. Il principale partner sono gli Stati Uniti con 1,7. Persiste la debolezza nei rapporti commerciali con la Cina.
  • I prodotti con denominazione di origine hanno la maggiore quota di produzione, pari al 44% del totale.
  • Le stime per il 2020 indicano una contrazione di ricavi di circa 4,7 miliardi di euro, ma un ritorno pieno alla situazione pre-Covid già nel 2022.
  • Gli italiani che consumano vino sono circa il 54% del totale. In Sicilia si è avuto l’incremento maggiore di nuovi consumatori, con il 3,4% in più sul totale della popolazione rispetto a dieci anni fa.
  • Le fiere del settore rappresentano un’importante vetrina per la produzione nazionale e un’occasione per sviluppare le politiche commerciali. La cancellazione di Vinitaly, il principale evento di settore in Italia, nel 2020 potrebbe comportare un problema di marketing per gli operatori abituati a presentare i propri prodotti al pubblico e ai grossisti durante questa manifestazione.
  • La produzione che dovesse rimanere invenduta potrebbe prendere la via della distillazione.

  • Lo shock economico del coronavirus comporta una maggiore attenzione alla situazione finanziaria dei clienti finali, soprattutto degli operatori nei settori più colpiti (bar, ristoranti, strutture turistiche, eccetera). È inoltre fondamentale saper sfruttare ogni opportunità di sostegno pubblico e privato.
  • L’e-commerce è cresciuto molto durante il lockdown e non ci si aspetta un arretramento per il futuro nelle abitudini di acquisto su canali digitali.
  • I segnali di attenzione maggiori dai mercati internazionali provengono da Stati Uniti e Gran Bretagna, per via delle tensioni politiche sull’interscambio commerciale e sulla definizione della Brexit.

ANALISI DI PRINCIPALI KPI ECONOMICI
E FINANZIARI DELLE AZIENDE DEL SETTORE

Dalla competitività alla presenza geografica, dal peso del settore ai fondamentali economici e finanziari delle singole aziende, per capire ma anche per confrontarsi con i propri partner o competitor.


IL BIGLIETTO DA VISITA DELL’ITALIA

In crescita le Denominazioni di Origine. Dagli Usa acquisti per 1.700 milioni di dollari

L’equivalente di 110 bottiglie a testa, neonati inclusi: a tanto ammonta la produzione di vino nazionale nel 2019, rappresentando una delle eccellenze nelle quali si esprime il Made in Italy nel mondo. Una quantità del genere non sarebbe assorbibile dal solo mercato domestico: la domanda dall’esterno spinge una parte significativa della produzione a prendere la via delle rotte internazionali. Secondo i dati UnComTrade, nel 2019 il nostro vino è finito principalmente sulle tavole degli statunitensi: da oltre oceano ritornano nelle casse dei nostri produttori ben un miliardo e settecento milioni di dollari. Al secondo posto si trova la Germania: i consumatori tedeschi acquistano vini italiani per circa 1,2 miliardi mentre al terzo posto giunge il Regno Unito con 863 milioni.

Complessivamente, il giro d’affari delle nostre esportazioni vale circa 7,2 miliardi di dollari. La debolezza principale dell’Italia per quanto riguarda le esportazioni è la Cina, dove da sempre il nostro prodotto non esprime il suo potenziale. A fronte di un import di Pechino per circa 2,8 miliardi di dollari nel 2018, sono i francesi ad assicurarsi la fetta più grossa con il 37% del totale. L’Italia arriva soltanto dopo Australia, Cile e Spagna, risentendo soprattutto di un prezzo medio al litro di oltre il 20% inferiore a quello francese e incredibilmente più basso in media anche dei prodotti australiani, statunitensi e tedeschi.

Come osserva il Wine Monitor di Nomisma, due Paesi nei quali il nostro export è particolarmente cresciuto sono il Giappone (+15,6%) e Canada (+5,4), Stati con i quali vige un accordo di libero scambio con l’Unione Europea.

LA CONSULENZA REPOWER NELLA FORNITURA GAS

Esempi concreti per ridurre i costi in bolletta

Consulenza Repower nella fornitura gas

La consulenza energetica è una leva importate non solo nella pianificazione aziendale a lungo raggio, ma anche per un’immediata analisi e ottimizzazione di costi e ricavi. In questo senso, il consulente Repower è in grado di mettere a disposizione delle PMI la propria esperienza per ridurre i costi della bolletta. Un esempio? Esistono diversi strumenti che lo Stato mette a disposizione per abbattere l’accisa sul gas metano a pieno regime. Parliamo di risparmi importanti, in alcuni casi anche superiori al 20% dell’imponibile della fattura, che, sotto la guida del consulente energetico, è possibile ottenere in maniera immediata ed efficiente.

Approfondisci su repower.com

TANTO VINO DA RIEMPIRE DUEMILA PISCINE OLIMPICHE

Percentuale di persone di 11 o più anni che hanno fatto uso di vino, per regione, nel 2019. Fonte: Istat

Il 44% della produzione dei quasi 50 milioni di ettolitri sono riferiti alle denominazioni di origine; le indicazioni geografiche si fermano al 24% mentre la quota restante spetta ai vini da tavola. La parte preponderante della produzione, con il 56% del totale, è riservata a vini da uve a bacca bianca, mentre il resto a rossi e rosati. 

La produzione è soggetta a grande variabilità stagionale. Dal 2015 si può tuttavia osservare il trend per cui le quote delle indicazioni geografiche siano calate a favore delle denominazioni di origine. Tra quest’ultima tipologia si è registrato l’incremento maggiore per i bianchi (+25,2%). L’anno scorso il totale della produzione era in calo dell’8% rispetto al 2018. I valori delle etichette di maggiore qualità, tuttavia, mostravano una discesa più contenuta. 

La percentuale di italiani che consuma vino oggi, secondo Istat, è pressoché la stessa del 2009, attorno al 54%. A partire da dieci anni fa, tuttavia, dopo un quinquennio di calo, tale valore è tornato nuovamente a crescere e a consolidarsi nelle abitudini dei nostri connazionali. L’incremento maggiore nella popolazione si è avuto in Sicilia, dove ben il 3,4% degli isolani ne è diventato consumatore negli ultimi dieci anni. Nella regione si è anche verificato un forte incremento della produzione di qualità con denominazioni di origine: nel solo 2019 è aumentata di quasi il 40%, frutto di una crescita vertiginosa dei bianchi (+92%)e una contrazione dei rossi (-9%). 

Dal 2009, invece, il consumo di birra si è notevolmente diffuso: 46 italiani ogni mille sono entrati nella sfera del consumo, portando la percentuale complessiva al 50,5% della popolazione. Anche in questo caso è la Sicilia a trainare, con un +8%, mentre in fondo alla classifica la Campania ha osservato una variazione nulla. 

Il fenomeno dei birrifici artigianali, sull’onda del successo mondiale, è arrivato da tempo anche in Italia moltiplicando le iniziative e trovando nicchie di mercato sempre più attente e disposte a spendere per dei prodotti esclusivi e dal sapore particolare. Secondo il report dell’Union Birrai, le imprese brassicole sono aumentate del 55% in tre anni, con un incremento di addetti del 16%. Il fatturato medio è di 380mila euro e prima del lockdown ben il 73% lo riportava in crescita. 

RECHARGE AROUND

La piattaforma digitale per la mobilità elettrica

La mobilità elettrica e smart è un settore per sua natura connesso, avendo sempre la necessità di sapere dove e a quali condizioni poter ricaricare il proprio veicolo. In questo contesto ben si colloca Recharge Around, l’app di Repower per iOS e Android, che rileva e aggiorna tutti i punti di ricarica attivi in Italia e all’estero, quindi non solo quelli Repower, offrendo visibilità alle strutture che li ospitano. Uno strumento di navigazione che apre le porte di un vasto network di stazioni di ricarica, con molteplici opzioni utili a organizzare al meglio il proprio viaggio, magari sfruttando il tempo di ricarica per una piacevole sosta.

Dopo il lancio nel 2018 di Recharge Around, Repower ha concluso un accordo chiave con alcuni player internazionali di riferimento grazie al quale l’host, ossia il soggetto che offre la ricarica, può decidere se e quando rendere visibile il proprio servizio a una platea, vasta e in continua crescita, di clienti e prospect.

Approfondisci su repower.com


IL SETTORE
VITIVINICOLO
E LA CRISI
COVID-19

Preoccupazione per la domanda estera.
È boom del canale distributivo online.

Lo scoppio della pandemia ha comportato una contrazione della domanda legata soprattutto al canale di consumo out-of-home, che da solo rappresentava i tre quarti del mercato nazionale, e difficoltà logistiche temporanee per la consegna degli ordini all’estero. 

La preoccupazione principale risiede nella solvibilità dei clienti (in particolare quelli legati ai settori più colpiti della crisi quali i pubblici esercizi e il turismo e in generale a tutto il consumo che non passa attraverso la distribuzione organizzata). 

Un’ulteriore fonte di incertezza è data dalla tenuta dei mercati internazionali, fondamentali per la nostra economia; in particolare desta attenzione quello statunitense, anche se i dati relativi al primo trimestre del 2020 sembrano essere tranquillizzanti. 

Fortunatamente gli impatti sulla raccolta e sulla vinificazione possono essere pianificati in vista del culmine della stagione autunnale, in contesti comunque dove generalmente è possibile organizzare gli spazi e i flussi di lavoro in modo adeguato alle prescrizioni sanitarie e per i quali, date le caratteristiche del prodotto, gli standard di qualità igienica e i relativi controlli sono già normalmente alti.

IL SERVIZIO DI RICARICA

La flessibilità come parola chiave del servizio Gestione delle Ricariche

Con l’ampliarsi costante dell’offerta di veicoli elettrici il mercato ha continuato a svilupparsi in maniera simmetrica anche sul fronte dei servizi di ricarica. Repower in primis ha sviluppato un approccio innovativo, mettendo al centro l’host e permettendo di gestire il proprio strumento di ricarica nella maniera più funzionale al proprio business. In questo modo vengono definite due tipologie di servizio:

1. Indipendente: è il caso dell’azienda che ha comprato una soluzione Repower per offrire la ricarica e che preferisce decidere in maniera indipendente come, a chi e a quali condizioni offrire il proprio servizio. In generale questo soggetto tende ad offrire la ricarica ai propri clienti, utilizzando gli strumenti di ricarica PALINA o BITTA, per attirare driver elettrici che magari non conoscono la sua attività.

2. Network: tramite Gestione delle Ricariche, un servizio sviluppato da Repower, l’host può usare il proprio strumento di ricarica in maniera dinamica. Che si tratti di PALINA o di BITTA, grazie a questo servizio il punto di ricarica diventa visibile sulle principali piattaforme digitali per e-driver, secondo le tariffe concordate da Repower con i vari operatori. L’host in questo modo può “disinteressarsi” del servizio, vedendo semplicemente i driver arrivare, ricaricare e pagare in forma digitale, e ricevendo la propria quota di ricavi a fine mese con il relativo estratto conto. Il vantaggio di questo modello non sta solo nella semplicità di gestione, ma anche nella flessibilità. L’host infatti potrà decidere, in qualsiasi momento e per qualsiasi durata, di togliere il proprio strumento da queste piattaforme riservandolo ai propri clienti, a cui potrà applicare la tariffa che reputa più adatta.

Approfondisci su repower.com

UNA TEMPESTA DA 4,7 MILIARDI DI PERDITE È IN ARRIVO

Le prime stime sulle perdite del settore parlano già di due miliardi di euro di ricavi in meno nel 2020 nel solo periodo da marzo a maggio e, secondo la previsione di Statista, tale forbice si allargherebbe fino a 4,7 miliardi con il consuntivo dell’anno corrente. La domanda del prodotto, secondo la stessa indagine, dovrebbe tornare a correre per superare il valore del 2019 in un paio d’anni e attestarsi, nel 2024, a oltre 25 miliardi di ricavi. Le preoccupazioni degli operatori, tuttavia, restano elevate e una parte della produzione invenduta è destinata a prendere la strada della distillazione

Sul lato del marketing, invece, conforta che alcune delle principali fiere di settore in Italia, che rappresentano un’importante occasione commerciale per tutta la filiera, non siano state cancellate, ma soltanto posticipate. La 54esima edizione del Vinitaly, la manifestazione più importante per il wine business in Italia e tra le principali al mondo, è stata però rinviata soltanto al 2021. Il canale distributivo online verso il consumatore finale, al pari di quasi tutti i settori, ha conosciuto un vero e proprio boom, che si sta continuamente consolidando. Un sintomo sulla fiducia per il futuro e stata l’acquisizione da uno dei più grandi player mondiali del settore degli spirits, Campari, del 49% delle quote dell’online store Tannico, con un’opzione per rilevarla interamente in futuro. Inoltre, fortunatamente, non mancano innovazione e sperimentazione per recuperare il contatto diretto con i clienti finali che da sempre caratterizza l’intero settore.

SCELTA VERDE DENTRO

Fornitura verde, efficienza energetica, mobilità elettrica e comunicazione integrata.

Verde Dentro è la fornitura di energia elettrica da fonte rinnovabile con doppia certificazione, dove al kWh si affianca un‘analisi di efficienza energetica dell’azienda e adeguati strumenti digitali e non, per comunicare la scelta di sostenibilità. A questo pacchetto si può decidere di aggiungere uno strumento di ricarica Repower e un’auto elettrica in leasing, tutto in un’unica bolletta. Con Verde Dentro non solo si utilizza energia rinnovabile, ma si conosce anche l’impianto da cui essa proviene e quindi la fonte usata per produrla tra vento, acqua e sole. La garanzia è data da TÜV SÜD, certificatore svizzero accreditato e riconosciuto a livello internazionale. Verde Dentro significa anche risparmiare sulla fornitura andando a lavorare sul livello di efficienza di apparecchi e impianti installati in azienda. Con un’analisi energetica ad hoc, è possibile stimare consumi, costi di funzionamento, impatto ambientale, sprechi e conoscere le possibili opportunità di risparmio. È inoltre possibile mettere a disposizione dei clienti o del personale un veicolo a due o quattro ruote, elettrico al 100%, per muoversi in libertà dove solo gli elettrici possono circolare. Si ricarica con una comune presa elettrica o con le soluzioni dedicate Repower: PALINA e BITTA. Infine, Verde Dentro è una scelta di sostenibilità strategica, che va comunicata con uno strumento di marketing ad hoc: il Cubo Verde. Si tratta di un kit di materiali di comunicazione pronti all’uso e di una guida pratica per raccontare l’impegno ambientale della propria azienda e distinguersi tramite le scelte adottate per la sostenibilità del proprio business.

Approfondisci su repower.com


LA FIDUCIA
NEL FUTURO
DEL VINO

Da digitale, nuovi mercati ed enoturismo
le sfide per la crescita del 2020.

La filiera vitivinicola, abituata a fluttuazioni inattese delle produzioni, dei prezzi e della domanda è più attrezzata di altri settori per affrontare questa fase dell’economia. Rimettere al centro la propria identità e la propria italianità potrebbe essere un motivo per rinsaldare il legame con i consumatori che in questa fase cercheranno di tornare a prodotti, marchi ed etichette che sono conosciute e sentono come più vicine. 

Un’attenta valutazione del proprio portafoglio di clienti e le condizioni dei rispettivi mercati di sbocco potrebbe rendersi necessaria sia per orientare la produzione, nei margini consentiti, verso i gusti e le richieste dei segmenti più promettenti. Inoltre, occorre valutare la strategia per minimizzare i rischi di insolvenza degli intermediari e dei loro clienti finali che potrebbero avere riflesso sui conti delle imprese. 

Pensare a utilizzi alternativi rispetto alla vendita per le eccedenze (ad esempio la distillazione o, per le produzioni di maggiore qualità e valore, l’aumento delle scorte) consentirebbe di attivare nuovi ricavi nel breve periodo oppure avere una disponibilità di prodotto per quando il mercato tornerà a crescere. La finanza alternativa, anche attraverso forme di raccolta diretta innovativa (si pensi alle iniziative di crowdfunding), potrebbe ovviare nel breve periodo a eventuali problemi di liquidità, dati dal ritardo nel pagamento o di cancellazione di ordini. 

Una buona occasione per trasformare la crisi della Covid-19 in opportunità è la possibilità di sperimentare l’ingresso in nuovi mercati, soprattutto emergenti, con una strategia che tenga conto delle notevoli differenze, non solo di gusto ma anche culturali, che ciascun Paese rappresenta. 

Una spinta al digitale potrebbe rivelarsi fondamentale: dall’incremento delle vendite dirette (che permetterebbe di aumentare i margini) tramite e-commerce (Winelivery, leader nazionale del settore, ha registrato +50% nelle consegne durante il lockdown) alla costruzione di comunità che ruotino attorno al proprio brand. La diversificazione dei ricavi potrebbe essere ulteriormente potenziata, ad esempio con lo sfruttamento dell’offerta turistica di territorio che in estate e in autunno 2020 (ma la tendenza potrebbe invece consolidarsi in futuro) vede in forte crescita il movimento dei consumatori più vicino ai propri luoghi di residenza e in posti meno affollati. 

Le vicende che hanno generato nel recente passato le tensioni politiche sul commercio internazionale vanno valutate con estrema attenzione, unitamente al processo di abbandono dell’Unione Europea da parte del Regno Unito. Due partner commerciali fondamentali per l’Italia, come gli Usa e la Gran Bretagna, potrebbero introdurre nuovi dazi sui vini italiani, anche e soprattutto se le condizioni economiche interne dovessero risultare particolarmente deboli a causa della Covid-19. 

Che sia un Prosecco oppure un Brunello, un’adeguata strategia delle imprese italiane potrà portare sulle tavole di tutto il mondo il vino giusto per festeggiare la fine dell’emergenza coronavirus. 

IL DECALOGO DELLA RIPARTENZA
consigli per battere la Covid-19 negli affari

Valutare attentamente la composizione del proprio portafoglio clienti e ordini per ridurre per quanto possibile rischi d’insolvenza. Concentrarsi nelle aree geografiche e nei settori più promettenti con un’offerta adeguata alla domanda. Porre attenzione alle tensioni internazionali, ed in particolare alla esposizione verso Stati Uniti e Regno Unito.

Investire in sostenibilità, creando contenuti e canali di comunicazione per valorizzare queste scelte, sempre più al centro delle aspettative dei consumatori.

Sviluppare o potenziare il commercio ed il marketing online, con propri canali o tramite piattaforme di terze parti, poiché la tendenza agli acquisiti elettronici dovrebbe consolidarsi e ulteriormente ampliarsi anche in futuro.

Diversificare la fonte di ricavi puntando, ad esempio, sul turismo di prossimità ampliando la gamma di servizi offerta ai visitatori, come ad esempio il servizio di ricarica per le auto elettriche e le biciclette a pedalata assistita. Sviluppare una propria comunità di clienti come micro influencer.

Utilizzare ogni opportunità che la finanza offre per ottimizzare i flussi di cassa, anche attraverso forme innovative di accesso al credito e al finanziamento: dai futures sulla produzione ai prestiti green passando per il crowdfunding.

Valutare l’ampliamento del numero dei mercati di sbocco, in particolare verso i paesi con i quali vige un accordo di libero scambio con l’Unione Europea, diversificando i rischi se l’export o i settori fossero troppo concentrati.

In comunicazione, puntare sulla tradizione e l’identità del prodotto, facendo così leva sulla reputation agli occhi dei consumatori, rispetto ad un “migliore ignoto”. C’è da attendersi, infatti, come nelle crisi del passato, un ritorno ai valori tradizionali di periodi precedenti “positivi” nelle scelte di consumo. Questo potrebbe condizionare, ad esempio, l’identità e la relativa comunicazione di brand, prodotto e packaging.

Cercare di sviluppare, nel breve periodo, il canale di consumo domestico rispetto all’out-of-home.

Puntare su produzioni di qualità per differenziarsi dalla crescente concorrenza internazionale che potrebbe entrare sui mercati con offerte aggressive sul prezzo grazie a minori costi e prodotti meno conosciuti e maturi.

Analizzare il proprio modello di business e puntare sull’innovazione tecnologica per avere sotto controllo i propri costi operativi e massimizzare l’efficienza della propria filiera produttiva.

GLOSSARIO

Presenza geografica:

peso delle imprese considerate nelle macro-aree territoriali, calcolato sul numero degli addetti complessivo. Elaborazione Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat.

Indice di età degli addetti:

valore sintetico che identifica l’età relativa dei dipendenti in una scala che va da 0 (più giovani) a 10 (più anziani) delle imprese considerate. Elaborazione Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat.

Indice della produttività del lavoro:

valore sintetico che identifica la produttività media delle imprese del settore considerate, misurata dal rapporto tra il valore della produzione e le ore di lavoro in un periodo di tempo. Elaborazione Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat.

Indice di concentrazione del settore:

valore sintetico che identifica il grado di concentrazione del settore. È calcolato riproporzionando al fatturato il valore espresso riportato riferibile ai sottosettori Ateco 5 cifre. Elaborazione Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat.

Grado di concentrazione del fatturato:

somma del fatturato delle prime cinque imprese per ciascun sottosettore Ateco 5 cifre considerato, in percentuale sulla somma del totale del fatturato. Elaborazione Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat.

Propensione all’esportazione:

rapporto tra somma delle esportazioni e somma del fatturato delle imprese considerate. Elaborazione Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat. Nota: un valore non riportato significa che questo indicatore non è rilevante, a causa delle caratteristiche intrinseche del settore.

Numero di imprese

valore assoluto stimato arrotondato del numero imprese 2019 considerate. Elaborazione e stima Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat e Movimprese.

Numero degli addetti

valore assoluto stimato arrotondato del numero degli addetti 2019 relativi alle imprese considerate. Elaborazione e stima Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat e Movimprese.

Percentuale di contributo diretto al Pil

stima del valore di contributo diretto al prodotto interno lordo attribuibile alle imprese considerate. Elaborazione e stima Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat. Nota: il valore non tiene conto dell’indotto generato e dell’impatto più ampiamente considerato sull’economia nazionale.

Andamento del fatturato complessivo:

stima del valore di fatturato complessivo delle imprese considerate. Elaborazione e stima Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat.

Percentuale di costi sul valore della produzione:

rapporto tra la somma del totale dei costi riportati e la somma dei fatturati riportati delle imprese considerate. Elaborazione e stima Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat.

Fatturato medio per impresa:

rapporto tra la stima del fatturato 2019 e la stima del numero di imprese 2019 dei totali delle imprese considerate. Elaborazione e stima Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat e Movimprese.

Margine operativo lordo per impresa:

stima del margine operativo lordo medio, ossia del risultato della gestione operativa, calcolato come rapporto tra la stima del margine operativo lordo totale cumulato e la stima del numero di imprese totali considerate. Elaborazione e stima Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat e Movimprese.

NOTA

Fanno parte del cluster di sottosettori considerati i codici Ateco 5 cifre: 11010, 11021, 11022, 11030, 11040, 11050, 11060. Laddove non espressamente indicato nel testo, i dati riportati sono da intendersi quali elaborazioni e/o stime dell’Ufficio Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su una pluralità di fonti, tra le quali Istat, Eurostat, UNComTrade, Nomisma, Union Birrai, Winenews, Statista, L’Informatore Agrario, Statista, Winelivery, InfoCamere/Movimprese. Aggiornato al 20/06/2020.