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ATTIVITÀ MANIFATTURIERE

ATTIVITÀ MANIFATTURIERE

Plastica, Chimica e Gomma

letto da Il Sole24ore per Repower

SCARICA IL REPORT DI SETTORE o QUELLO COMPLESSIVO

SUMMARY

CLUSTER DI SETTORE

Plastica, Chimica, Gomma

SETTORI E ATTIVITÀ CORRELATE

  • Commercio all’ingrosso di prodotti non alimentari
  • Fabbricazione di prodotti chimici di base
  • Servizi finanziari
  • Trasporti merci
  • Utility
  • I settori della plastica, della gomma e della chimica forniscono complessivamente un contributo diretto al Pil del 1,3%, grazie a 12.800 aziende e 257mila addetti.
  • L’export incide per il 37% sul fatturato; il partner principale è la Germania, che vale il 16% del totale, ma rispetto al quale la nostra bilancia commerciale presenta comunque un valore negativo.
  • Prima della Covid-19, la crescita del settore della gomma e plastica era previsto in aumento medio dell’1,6% annuo fino al 2024.
  • Quello della chimica è uno dei settori dove è maggiore la competitività strutturale e dove sono al minimo le sofferenze bancarie.
  • Il calo della domanda internazionale a seguito della pandemia si è fatto sentire pesantemente, anche se in modo minore rispetto agli altri settori, grazie anche ad una performance relativamente migliore delle esportazioni della chimica.
  • Nel mese del picco di Covid-19, la produzione industriale della gomma plastica è scesa a 45,5%. Aprile 2020 è stato il peggior mese in assoluto dal 1990, e dalle fabbriche sono usciti meno della metà dei volumi di merci rispetto a gennaio.
  • La sicurezza è al centro delle attenzioni legate alla ripartenza, in un settore nel quale in ogni caso gli standard qualitativi sono già elevati.

  • Tecnologia e trasformazione digitale dell’impresa sono investimenti tali da garantire elevati livelli di competitività aziendale nel lungo termine.
  • Integrazione verticale e orizzontale con altre imprese potrebbero, almeno per le organizzazioni di minori dimensioni, permettere di avere più potere nei confronti del mercato.
  • La sostenibilità dovrà rapidamente salire di importanza nell’agenda del management. Sempre più spesso, nei rapporti con le altre imprese, sono richiesti standard elevati.

ANALISI DI PRINCIPALI KPI ECONOMICI
E FINANZIARI DELLE AZIENDE DEL SETTORE

Dalla competitività alla presenza geografica, dal peso del settore ai fondamentali economici e finanziari delle singole aziende, per capire ma anche per confrontarsi con i propri partner o competitor.


UN SETTORE
IN CRESCITA
GRAZIE
ALL’EXPORT

Il 37% della produzione prende la strada dei mercati internazionali.

Variazione percentuale su Aprile 2019. Fonte: Istat

Le imprese della plastica, della gomma e della chimica rappresentano insieme una parte significativa della manifattura italiana, con 12.800 aziende che occupano 257mila addetti. L’impatto diretto sul prodotto interno lordo di questi cluster è dell’1,3%. Il peso delle aziende è particolarmente concentrato nel Nord Ovest del Paese, dove si trovano quasi la metà degli addetti. 

È un settore dal grado di concentrazione elevato: le cinque aziende con maggiore fatturato di ciascun segmento pesano il 36% del totale. La propensione all’esportazione, misurata come rapporto tra l’export e il fatturato, è particolarmente alta, con il 37% del totale del valore della produzione che prende la strada dei mercati esteri. 

Tra questi, il partner principale è la Germania: stando ai dati UNComTrade, i settori relativi ai preparati di base e ai prodotti in plastica, gomma e chimici, il totale dell’export italiano è stato di circa 32 miliardi di dollari nel 2019. Verso Berlino va il 16% di questa cifra ma tutti i quattro principali partner commerciali sono nella Ue: al secondo posto troviamo la Francia, con il 12%, seguita dalla Spagna con il 7% e infine dalla Polonia con il 5%. 

Rispetto al 2018 il calo delle esportazioni è stato del 5,8% complessivo con una forte penalizzazione dalla Germania (-8,4%) e dalla Francia (-9,5%). Tutti i tre segmenti segnano valori negativi, ma meno accentuati per la chimica, che si ferma a -1,9%. Questi valori, registrati lo scorso anno, non risentivano della crisi innescata dal coronavirus. 

La bilancia commerciale vede ancora il nostro paese in avanzo di 636 milioni di dollari, frutto di molti paesi con valori positivi che compensano il deficit nei conti con la Germania (-2.177 milioni di dollari), il Belgio (-1.430) e i Paesi Bassi (-1.367). 

Il fatturato complessivo è stimato in rialzo a fine 2019, con valori prossimi a 87 miliardi di euro. Le dimensioni medie delle imprese del settore sono particolarmente significative, con 6,8 milioni di euro di fatturato, un rapporto tra i costi e il valore della produzione di circa il 77% e un margine operativo lordo di 680mila euro.

LA CONSULENZA REPOWER NELLA FORNITURA GAS

Esempi concreti per ridurre i costi in bolletta

Consulenza Repower nella fornitura gas

La consulenza energetica è una leva importate non solo nella pianificazione aziendale a lungo raggio, ma anche per un’immediata analisi e ottimizzazione di costi e ricavi. In questo senso, il consulente Repower è in grado di mettere a disposizione delle PMI la propria esperienza per ridurre i costi della bolletta. Un esempio? Esistono diversi strumenti che lo Stato mette a disposizione per abbattere l’accisa sul gas metano a pieno regime. Parliamo di risparmi importanti, in alcuni casi anche superiori al 20% dell’imponibile della fattura, che, sotto la guida del consulente energetico, è possibile ottenere in maniera immediata ed efficiente.

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IL SETTORE DELLA GOMMA-PLASTICA

Statista ha previsto, prima della crisi innescata dal Covid-19, una crescita media annua del settore della gomma e plastica dell’1,6% tra il 2018 e il 2024. 

Al mondo la produzione è di 359 milioni di tonnellate l’anno, e di queste soltanto 62 vengono dall’Europa. Il mercato della plastica riciclata è stimato arrivare a 57 miliardi di dollari nel 2024. 

A partire dal minimo del 2009, quando a seguito della prima grande crisi economica di questo secolo il giro d’affari crollò a 35 miliardi di euro, nel 2018 il comparto aveva segnato un +35% nel fatturato. 

Il trend prevede una contrazione continua nel numero di imprese italiane, con una scomparsa delle piccole realtà ed invece un incremento delle medie e grandi imprese.

VAMPA

La termografia al servizio dell’efficienza

Tutti i corpi emettono radiazioni elettromagnetiche (buona parte delle quali invisibili all’occhio umano) secondo la propria temperatura. La termografia è una tecnica diagnostica completamente non distruttiva e non invasiva che, misurando la componente infrarossa della radiazione emessa da un corpo, è in grado di determinarne la temperatura superficiale.
Come funziona in pratica? Attraverso moderni termografi portatili si ricercano punti caldi anomali sulle principali apparecchiature elettriche. Senza arrestare il ciclo produttivo aziendale, la perizia termografica individua criticità e componenti elettrici a rischio o sotto eccessivo sforzo che sviluppano un calore anomalo, verifica il corretto serraggio di morsettiere e connessioni (un cavo elettrico non correttamente serrato nella morsettiera può generare un alto rischio di incendio) e attesta il corretto funzionamento dei trasformatori di media tensione.
VAMPA è la soluzione termografica, semplice e non invasiva, sviluppata da Repower per effettuare indagini predittive al fine di evitare guasti e interruzioni produttive. Il rilievo termografico, effettuato da personale Repower specializzato, è eseguito con regolarità su apparati elettrici. L’analisi termografica permette anche di verificare la corretta installazione di nuovi macchinari e di accedere anche a una riduzione dell’autoliquidazione annuale del premio INAIL. Il modello OT23 assegna infatti un valore a ogni intervento effettuato in tema di sicurezza, attribuendo alla termografia metà del punteggio richiesto.

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… E QUELLO DELLA CHIMICA

Come inquadrato da Federchimica, è uno dei settori nei quali è più alta la competitività strutturale all’interno del manifatturiero. Dal 2007 è cresciuto notevolmente l’export, segnando un +36,7%, ed è invece crollato il mercato domestico con -27,7%. Dal punto di vista finanziario, forte anche della maggiore dimensione media delle imprese del settore, le sofferenze bancarie sono al minimo.

LA COVID-19
HA SPENTO
L’INDUSTRIA

Produzione industriale a picco, export
in discesa. La plastica a -27% rispetto al 2019.

Con l’arrivo in Europa del Coronavirus nel febbraio di quest’anno, anche la manifattura ha dovuto arrendersi e per diverse settimane ha chiuso la produzione, fatta eccezione per i comparti produttivi ritenuti indispensabili, quali quelli della produzione chimica di base e degli imballaggi in plastica.

L’EXPORT IN DISCESA

Il crollo della domanda internazionale ha colpito anche il nostro export, componente particolarmente importante dei conti delle imprese. Nel mese di aprile 2020 il settore della chimica si è fermato a 2,1 miliardi di euro, in calo del 15% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Quello dei prodotti in gomma e in plastica ha fatto anche peggio, con un -27% rispetto a 1,4 miliardi segnato l’anno precedente. 

I conti con il nostro principale partner commerciale, la Germania, sono andati leggermente meglio della media: -12,9% ad aprile per la chimica e -25% per la gomma e plastica. E, grazie ad un calo ancora più consistente delle importazioni, per quest’ultimo la bilancia commerciale segna un avanzo di 61 milioni di euro, mentre per la chimica rimane negativa per oltre 240 milioni.

MAI COSÌ IN BASSO LA PRODUZIONE INDUSTRIALE DELLA PLASTICA

L’Istat ha anche comunicato il valore dell’indice destagionalizzato della produzione industriale di aprile (dato che misura il volume dell’output di un ampio campione di imprese e la cui base è fissata ad una cifra convenzionale di 100 nel 2015): nel tracollo dell’industria (con 60,4 punti contro i 105,5 del gennaio precedente), il settore chimico scende a “soli” 83,8 (erano 102 a gennaio), mentre quello della gomma-plastica a 45,5 (da 105,4). 

Infine, un’analisi di Modefinance per conto del Sole 24 ORE su un campione di medie imprese italiane, nella quale si ipotizzava uno scenario prudenziale di perdita di ricavi a fine anno pari al 9,1% (che era la prima stima del Fondo Monetario Internazionale sull’economica italiana), ha mostrato come nella chimica la probabilità di default media salirebbe a fine anno da circa il 2,6% al 6,7%, mentre nel settore della gomma e della plastica passerebbe dal 2,8% al 7,2%. Un numero molto alto di imprese entrerebbe così nella zona a maggiore criticità per la sopravvivenza stessa se non venissero presi dall’azienda adeguati provvedimenti nei prossimi mesi.

PUNtuale

la formula che si adatta ora per ora ai reali consumi di energia elettrica

Con PUNtuale, un’azienda può acquistare oggi tutta l’energia che le serve direttamente sulla Borsa dell’energia elettrica italiana, mercato all’ingrosso finora riservato ai soli operatori del settore energetico. PUNtuale è la prima formula che valorizza l’effettivo consumo orario dell’azienda secondo il corrispondente andamento del PUN, il PrezzoUnico dell’Energia dell’energia che si forma in Borsa. La formula prevede sia l’opzione “punto a capo” – l’opportunità di passare in qualsiasi momento da PUNtuale a nuove condizioni di fornitura con un’altra formula attiva – sia il servizio PUNt’avanti per il monitoraggio del PUN.

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TECNOLOGIA
E SOSTENIBILITÀ
PER LA CRESCITA
DI LUNGO PERIODO

La trasformazione digitale dell’impresa è un fattore
strategico per garantire il futuro delle aziende.

Il nodo organizzativo legato alla sicurezza sul lavoro è quello principale tra le preoccupazioni delle imprese dopo lo scoppio della pandemia. Assicurare la salute dei lavoratori e dei clienti diventa un fattore centrale, ed è difficile soprattutto con la presenza di impianti industriali dove la condivisione di spazi di lavoro in taluni casi non permette l’opportuno distanziamento fisico. 

Tuttavia, le imprese dei settori considerati hanno già alti standard qualitativi sui temi della prevenzione e della sicurezza dei lavoratori nella gestione dei processi produttivi. Si tratta dunque di affrontare maggiori costi in termini di formazione e per assicurare una dotazione di dispositivi adeguata alle necessità quotidiane. 

Per il futuro, la gestione della sicurezza deve accoppiarsi con un uso intelligente della tecnologia, non solo legata alla riduzione degli effetti di eventuali eventi dannosi, ma utile anche per prevenirli: ad esempio, la termografia applicata al rischio di incendio, grazie alle recenti innovazioni tecnologiche, permette di ridurre fortemente la probabilità di danni alle linee di produzione. 

Come per diversi settori industriali, le Pmi della chimica e della plastica possono valutare come particolarmente propizio il momento per implementare piani di trasformazione digitale dell’impresa, sulla scia dei programmi di Transizione 4.0. In questo senso, appare sempre più strategica l’integrazione tra la fabbrica e il mercato, cioè facendo in modo che le piattaforme, i sistemi e le applicazioni che regolano gli impianti dialoghino in modo efficace con quelle presenti (o che devono essere implementate) negli uffici marketing e commerciale. E la crisi, con il ripensamento del futuro dell’azienda nel breve e la sua sostenibilità nel medio e lungo periodo, può essere l’occasione per integrare queste parti, come è stato sottolineato da voci autorevoli del Centro di Ricerca Interuniversitario in Economia del Territorio (Criet) .  

Pur in un contesto di imprese mediamente più grandi, la spinta verso il fenomeno aggregativo potrebbe permettere una struttura più solida e garantire maggiore tranquillità nell’affrontare gli investimenti e l’accelerazione del business. 

La sostenibilità, infine, diventa centrale nei settori la cui reputazione non è particolarmente legata a questi aspetti, anzi. Molto spesso a torto, ma poco importa: sempre più imprese, straniere e italiane, già chiedono certificazioni, bilanci di sostenibilità e dichiarazioni ambientali per i propri fornitori. 

Includere quindi l’attenzione alle tematiche energetiche e ambientali potrebbe essere necessario per garantire ancora maggiore apertura sui mercati internazionali. È possibile, ad esempio, coniugare risparmio con sostenibilità grazie agli strumenti di monitoraggio (e il relativo efficientamento) dei consumi di energia, che possono incidere significativamente sui costi delle forniture e sull’impatto ambientale dell’impresa.

IL DECALOGO DELLA RIPARTENZA
consigli per battere la Covid-19 negli affari

Garantire la sicurezza dei lavoratori sarà una attività fondamentale per la continuità aziendale.

Il mercato domestico importa prodotti dall’estero per un valore all’incirca pari a quello delle esportazioni, e almeno nel breve periodo, vi potrebbe essere una possibilità di inserirsi con un vantaggio competitivo legato al territorio in caso di sostituibilità delle forniture.

Nei confronti dei propri partner commerciali all’estero, diventa centrale la prontezza con cui si garantiscono le forniture richieste per mantenere le posizioni conquistate dalla crescita dell’export negli anni precedenti.

Essere sostenibili è il paradigma dei prossimi decenni. Sono dunque richieste azioni concrete volte alla riduzione dell’impatto ambientale delle produzioni, in quanto la catena di fornitura, soprattutto estera ma non solo, già chiede e sempre di più chiederà una particolare attenzione a questi temi.

Investire in tecnologie digitali, seguendo il trend di Industry 4.0 e integrando la dimensione della fabbrica con quella commerciale, diventa un fattore di sviluppo e di competitività verso il mercato. L’innovazione tecnologica ricopre un ruolo chiave anche in ottica di riduzione del rischio sul luogo di lavoro e di ottimizzazione dei costi energetici.

Tenere sotto controllo i propri costi operativi (a cominciare dalla fornitura di energia) per evitare shock derivanti da un perdurare eccessivo della situazione di difficoltà.

Cogliere le opportunità agevolative e le offerte, sia provenienti dal settore pubblico che dai propri partner commerciali e fornitori, che possano aiutare la finanza d’impresa a rendere più solidi i conti.

Valutare con attenzione quanto la dimensione d’impresa sia corretta nel contesto competitivo internazionale, ed eventualmente muoversi rapidamente per individuare forme di accordo, alleanza o fusione, sia orizzontali (con competitor) che verticali (integrando la filiera).

Investire ancora di più nella ricerca e sviluppo, anche facendo ricorso a tutte le opportunità offerte dal settore pubblico a seconda delle dimensioni e delle attività dell’impresa.

Valutare se con la crisi sono mancate competenze manageriali o consulenziali tali da richiedere l’ingresso in azienda di nuove figure professionali, quali ad esempio un o una safety manager o sustainability manager.

GLOSSARIO

Presenza geografica:

peso delle imprese considerate nelle macro-aree territoriali, calcolato sul numero degli addetti complessivo. Elaborazione Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat.

Indice di età degli addetti:

valore sintetico che identifica l’età relativa dei dipendenti in una scala che va da 0 (più giovani) a 10 (più anziani) delle imprese considerate. Elaborazione Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat.

Indice della produttività del lavoro:

valore sintetico che identifica la produttività media delle imprese del settore considerate, misurata dal rapporto tra il valore della produzione e le ore di lavoro in un periodo di tempo. Elaborazione Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat.

Indice di concentrazione del settore:

valore sintetico che identifica il grado di concentrazione del settore. È calcolato riproporzionando al fatturato il valore espresso riportato riferibile ai sottosettori Ateco 5 cifre. Elaborazione Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat.

Grado di concentrazione del fatturato:

somma del fatturato delle prime cinque imprese per ciascun sottosettore Ateco 5 cifre considerato, in percentuale sulla somma del totale del fatturato. Elaborazione Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat.

Propensione all’esportazione:

rapporto tra somma delle esportazioni e somma del fatturato delle imprese considerate. Elaborazione Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat. Nota: un valore non riportato significa che questo indicatore non è rilevante, a causa delle caratteristiche intrinseche del settore.

Numero di imprese

valore assoluto stimato arrotondato del numero imprese 2019 considerate. Elaborazione e stima Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat e Movimprese.

Numero degli addetti

valore assoluto stimato arrotondato del numero degli addetti 2019 relativi alle imprese considerate. Elaborazione e stima Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat e Movimprese.

Percentuale di contributo diretto al Pil

stima del valore di contributo diretto al prodotto interno lordo attribuibile alle imprese considerate. Elaborazione e stima Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat. Nota: il valore non tiene conto dell’indotto generato e dell’impatto più ampiamente considerato sull’economia nazionale.

Andamento del fatturato complessivo:

stima del valore di fatturato complessivo delle imprese considerate. Elaborazione e stima Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat.

Percentuale di costi sul valore della produzione:

rapporto tra la somma del totale dei costi riportati e la somma dei fatturati riportati delle imprese considerate. Elaborazione e stima Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat.

Fatturato medio per impresa:

rapporto tra la stima del fatturato 2019 e la stima del numero di imprese 2019 dei totali delle imprese considerate. Elaborazione e stima Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat e Movimprese.

Margine operativo lordo per impresa:

stima del margine operativo lordo medio, ossia del risultato della gestione operativa, calcolato come rapporto tra la stima del margine operativo lordo totale cumulato e la stima del numero di imprese totali considerate. Elaborazione e stima Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su dati Istat e Movimprese.

NOTA

Fanno parte del cluster di sottosettori considerati i codici Ateco 5 cifre: 20110, 20120, 20130, 20140, 20150, 20160, 20170, 20591, 20592, 20593, 20594, 20595, 20596, 20597, 20599, 20600, 22111, 22112, 22190, 22210, 22220, 22230, 22290. Laddove non espressamente indicato nel testo, i dati riportati sono da intendersi quali elaborazioni e/o stime dell’Ufficio Ufficio Studi Il Sole 24 ORE su una pluralità di fonti, tra le quali Istat, Eurostat, Statista, UnComTrade, Federchimica, Modefinance, Mise, InfoCamere/Movimprese, Criet. Aggiornato il 24/06/2020.